Sassoli: sul Mes l'Italia sia più pragmatica
L’Europa ha messo degli strumenti a disposizione degli Stati, nessuno è obbligato a usarli.
La discussione deve essere molto più pragmatica di quel che è oggi in Italia: qual è il progetto per rafforzare la sanità pubblica? Ambulatori, nuovi ospedali, ricerca, attrezzature? Poi ti guardi intorno, vedi chi ti può dare i soldi al tasso migliore. Il Mes mette a disposizione fino a 37 miliardi, un’enormità per il sistema sanitario italiano, allo 0,1% di interessi e con scadenze di minimo dieci anni. Non ci sono condizioni capestro o Troika. Sono meravigliato di un dibattito che è solo italiano. Lo ha detto ieri David Sassoli, presidente del Parlamento Ue.
Piuttosto che inseguire l’ultimo sondaggio il sistema italiano deve concentrarsi sulla formulazione di programmi e progetti, indicare come si vogliono impiegare le risorse senza perdere un euro e spiegare come si vuole allineare i propri obiettivi nazionali a quelli europei, come il Green Deal e la digitalizzazione. L’Italia ha un grande problema infrastrutturale, questa è l’occasione per mettere a fuoco le priorità, come il Corridoio adriatico o l’Alta velocità tra Venezia e Trieste. Siamo in una fase in cui ci sono risorse per investimenti ma in cambio serve responsabilità. Verso l’Italia c’è grande fiducia, che però va alimentata, ad esempio indicando un chiaro programma di robuste riforme strutturali. Ha aggiunto Sassoli.