Benin oggi al voto per le presidenziali: 33 i candidati
https://parstoday.ir/it/news/world-i2182-benin_oggi_al_voto_per_le_presidenziali_33_i_candidati
Cotonou - Sono 33 i candidati alle elezioni presidenziali in programma oggi in Benin, tra cui spiccano due dei più importanti uomini d'affari del Paese e un banchiere con doppia cittadinanza francese-beninese, bollato come "l'uomo della Françafrique".
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 06, 2016 08:45 Europe/Rome
  • Benin oggi al voto per le presidenziali: 33 i candidati

Cotonou - Sono 33 i candidati alle elezioni presidenziali in programma oggi in Benin, tra cui spiccano due dei più importanti uomini d'affari del Paese e un banchiere con doppia cittadinanza francese-beninese, bollato come "l'uomo della Françafrique".

Previsto inizialmente per il 28 febbraio, il primo turno delle elezioni è stato rinviato al 6 marzo per ritardi nella distribuzione delle schede per i 4,7 milioni di elettori del piccolo Paese dell'Africa Occidentale.

Con 33 candidati, tra cui quello del governo sostenuto da due partiti di opposizione e una dozzina di ex collaboratori del capo di Stato uscente Thomas Boni Yayi, le elezioni si preannunciano le "più incredibilidi sempre" perchè "sfidano ogni logica politica e tutte le abitudini elettorali dal 1990", quando venne introdotto il multipartitismo, ha commentato il giurista e analista politica beninese Simon Asoba.

Lionel Zinsou, cittadino francese-beninese, ha lasciato lo scorso giugno la guida del più importante fondo di investimento francese, PAI Partners, per diventare premier ed essere poi designato come il candidato del partito Force Cauris pour un Benin Emergent (FCBE) del presidente Boni Yayi, che lascia al termine dei due mandati previsti dalla Costituzione. Zinsou è sostenuto anche dal Partito del rinnovamento democratico, il cui leader, Adrien Houngbedji, corse contro Boni Yayi alle presidenziali del 2011, e dalla Rinascita del Benin, altro partito di opposizione. Ma diversi esponenti del mondo politico e sindacale sostengono sia stato "paracadutato" dalla Francia, ex potenza coloniale, per rilanciare la rete della "Françafrique". (segue)