Merkel, recessione più grave, Recovery in interesse Ue
La videoconferenza dei leader Ue sul Recovery plan si sta svolgendo in un'atmosfera positiva, ma come già previsto ci sono forti divergenze sulla grandezza, la proporzione di prestiti e sovvenzioni, la condizionalità e gli sconti legati al budget pluriennale europeo. Lo apprende l'ANSA da fonti diplomatiche europee.
L'Unione europea sta affrontando la recessione più grave dalla Seconda guerra mondiale e ha tutto l'interesse a varare il Recovery plan entro la fine dell'estate, prima di eventi come le elezioni americane. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel agli altri leader Ue nel corso del summit europeo, secondo fonti riportate da Bloomberg. La cancelliera ha aggiunto che i leader europei si devono vedere 'de visu' al più presto. "La proposta della Commissione è equa e ben bilanciata. Sarebbe un grave errore scendere al di sotto delle risorse finanziarie già indicate. E anche la combinazione tra prestiti e sussidi è ben costruita. Anche i tempi sono molto importanti. Dobbiamo assolutamente chiudere l'accordo entro luglio. E dobbiamo assecondare gli sforzi della Commissione di rendere disponibili alcune risorse già per quest'anno". Lo ha sottolineato il premier Giuseppe Conte al Consiglio Ue. "Il Recovery Fund non deve aprire la strada a un'unione del debito" perciò "deve esserci un limite di tempo" e "si deve discutere di chi paga quanto, di chi beneficia di più e di quali condizioni vincolano gli aiuti". Così il cancelliere austriaco Sebastian Kurz in un messaggio diffuso su Twitter a margine del vertice Ue. "L'Austria è ben coordinata con Danimarca, Olanda e Svezia" e vuole "contribuire" al dibattito Ue, sottolinea Kurz, "l'obiettivo" di Vienna "è mostrare solidarietà ai Paesi più colpiti dal coronavirus". Quella messa sul tavolo dalla Commissione Ue è "una proposta ambiziosa" per il rilancio dell'Ue, "che per noi rappresenta la base minima di partenza. Non accetteremo nessun passo indietro". Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, intervenendo in apertura della videoconferenza dei capi di Stato e di governo europei. "Intervenire solo con prestiti avrebbe conseguenze asimmetriche sul debito dei singoli Stati membri e sarebbe più costoso per l'Unione nel suo insieme", ha sottolineato.