Centri di accoglienza sovraffollati dannosi per la salute mentale dei rifugiati
ROMA (Pars Today Italian) - Una ricerca di Medici per i Diritti Umani appena pubblicata sull’International Journal of Social Psychiatry (Patterns and predictors of PTSD in treatment-seeking African refugees and asylum seekers:
A latent class analysis) evidenzia che fattori di stress post-migratori, come ad esempio condizioni di vita precarie in grandi e sovraffollati centri di accoglienza, producono effetti negativi sulla salute mentale dei rifugiati e dei richiedenti asilo al pari delle violenze subite nei Paesi di origine o lungo la rotta migratoria. Sebbene sia estremamente rilevante dal punto di vista clinico e sociale comprendere le diverse modalità con cui il disturbo da stress post-traumatico-PTSD si manifesta nei rifugiati e nei richiedenti asilo, ad oggi poche ricerche hanno studiato il modo in cui i sintomi del PTSD si manifestano in queste popolazioni.
Lo studio di MEDU ha cercato di indagare le caratteristiche del disturbo da stress post-traumatico in un campione di richiedenti asilo e rifugiati africani (122) che si erano rivolti ai centri clinici dell’associazione per situazioni di disagio psichico conseguenti a traumi subiti nel Paese di origine o lungo la rotta migratoria. I ricercatori hanno cercato di indagare anche quali fattori socio-demografici potessero facilitare l’insorgenza di particolari forme di PTSD. Nel caso specifico dello studio, i pazienti provenienti dal CARA di Mineo, prototipo dei mega centri nel nostro Paese, presentavano un quadro clinico di disturbo da stress post-traumatico significativamente più grave rispetto ai pazienti provenienti da centri di accoglienza di minori dimensioni. Questo aspetto, si evidenzia nella ricerca, è particolarmente rilevante in quanto rifugiati e richiedenti asilo sono sempre più ospitati in hotspot e centri di prima accoglienza enormi e sovraffollati, anche nei Paesi occidentali ad alto reddito. Il campo di Moria in Grecia, recentemente devastato da un drammatico incendio, ne è uno degli esempi più eclatanti in Europa.
Oltre ad avere gravi conseguenze sulla salute mentale dei migranti, un’accoglienza organizzata in grandi centri produrrebbe nel medio e lungo termine gravosi costi economici e sociali per l’intera collettività. Per tutte queste ragioni, secondo MEDU, è necessario promuovere un sistema di accoglienza basato su realtà di piccole dimensioni, dotate di servizi adeguati ed integrate nel territorio, in grado di favorire una reale inclusione per il beneficio delle persone accolte e di tutta la collettività.(dailymuslim.it)
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