Russia, nuovi test per i missili da crociera a propulsione nucleare?
(Pars Today Italian) –– La Russia potrebbe riprendere i test di volo del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik /KY30/SSC-X-9 Skyfall.
I lavori sul sito di Pankovo, nell'arcipelago di Novaya Zemlya, confermano alti livelli di attività compatibili con operazioni di lancio. È quanto emerge dalle foto satellitari effettuate da Planet Labs. La notizia della possibile ripresa dei test di volo del Burevestnik, riportata per la prima volta dalla Cnn, è stata bollata come non attendibile da Mosca. Le foto satellitari effettuate da Planet Labs e pubblicate dalla Cnn, risalirebbero allo scorso settembre. Nel sito di Pankovo, monitorato attentamente dal 2017, sarebbero state realizzate delle nuove strutture. Ripristinata anche la rampa di lancio che si ritiene sia stata utilizzata per precedenti test missilistici. Le foto satellitari confermerebbero nuovi livelli di attività nella base, compatibili e coerenti con la ripresa di un qualche tipo di test di volo. Dal sito di Pankovo, vicino al Circolo Polare Artico, sarebbero stati stato lanciati due dei quattro missili da crociera a propulsione nucleare Burevestnik/KY30/SSC-X-9 Skyfall testati fino ad oggi. Gli altri due missili sarebbe stati lanciati dal poligono di Nyonoksa sulla costa del Mar Bianco, nell'estremo nord della Russia. Il poligono di Kapustin Yar, nella regione meridionale di Astrakhan, ospita un'area dedicata allo sviluppo del Burevestnik. Secondo l'intelligence statunitense, Mosca avrebbe effettuato tredici test sul Burevestnik: nove a terra e quattro di volo. Di questi ultimi, soltanto due possono essere considerati un parziale successo. L'ultimo test di volo sarebbe avvenuto il avvenuto il 29 gennaio scorso. Secondo quanto riferito, il missile utilizza un reattore nucleare per alimentare il suo sistema di propulsione, conferendogli una portata teoricamente illimitata. Russia, missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik. Nel video in computer grafica mostrato il primo marzo del 2018, il missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik volava verso l'Atlantico prima di virare a nord sulla costa occidentale del Sud America. Secondo Putin il nuovo sistema nucleare sarebbe simile per dimensioni e forma al missile da crociera Kh-101 con motore convenzionale. Il venti luglio del 2018 il Ministero della Difesa russo diffuse sulla rete le primissime immagini reali dei nuovi sistemi d'arma. L'obiettivo della Russia era quello di mostrare agli Stati Uniti i prototipi in via di sviluppo, alcuni dei quali pronti per la produzione seriale. Nella configurazione mostrata due anni fa dal Ministero della Difesa (pesantemente censurata), possiamo identificare le ali retrattili del Burevestnik installate sopra la sezione centrale del missile e gli stabilizzatori più piccoli nella parte posteriore del sistema d'arma. La sezione frontale del Burevestnik suggerisce possibili accorgimenti per ridurre la sezione radar equivalente. Nel complesso, si sa poco del design esatto di questo missile da crociera a propulsione nucleare. Il Burevestnik è stato testato per la prima volta a Kapustin Yar nel giugno del 2016. Secondo l'intelligence statunitense, quattro missili da crociera a propulsione nucleare della Russia si sarebbero schiantati tra il Mare di Barents ed il Mare di Kara. I quattro missili Burevestnik (probabilmente si tratta di un turbogetto simile a quello del Kalibr) si sarebbero schiantati durante i test avvenuti tra il novembre del 2017 ed il febbraio del 2018. Secondo il rapporto dei servizi segreti statunitensi sarebbero almeno quattro i reattori nucleari distrutti dai russi durante i test. "Il test di volo più lungo è durato poco più di due minuti per una distanza coperta di 22 miglia. Quello più breve quattro secondi pari ad una distanza coperta di 5 miglia". L'ultimo test sarebbe avvenuto il 29 gennaio del 2018, pochi giorni dopo la pubblicazione della Missile Defense Review. Gli incidenti avvenuti durante la fase di transizione. I quattro incidenti noti sarebbero avvenuti durante la fase di transizione, cioè dalla propulsione convenzionale a quella nucleare: quest'ultima non sarebbe mai entrata in funzione. Menzionando la propulsione nucleare per il nuovo missile da crociera, Putin aveva parlato di volo indefinito. La propulsione nucleare, teoricamente, garantirebbe al nuovo missile un raggio illimitato. L'intelligence statunitense ritiene che il misterioso picco di radioattività registrato in prossimità della Russia nel novembre del 2017 sia stato causato dal primo test di volo. Si ignora il livello di contaminazione radioattiva rilasciata complessivamente nei quattro test. Quei missili da crociera a propulsione nucleare testati nell'Artico. L'attuale arsenale strategico russo potrebbe tranquillamente neutralizzare il sistema di difesa missilistico statunitense. È una certezza strategica. Non esiste difesa contro un attacco di saturazione lanciato da una super potenza. La propulsione nucleare estende significativamente la portata di un missile da crociera, ma resterà sempre un asset costoso, inutile e pericoloso a causa delle elevate emissioni di radioattività (sistema di raffreddamento parzialmente aperto). I costi di sviluppo sono immensi, quelli unitari proibitivi poichè ogni sistema a propulsione nucleare è progettato per essere utilizzato una sola volta. Secondo quanto dichiarato da Putin, il missile sarebbe stato testato con successo. È curioso notare che nella parte non classificata della Nuclear Posture Review pubblicata nel febbraio del 2018 non si menziona alcun tipo di programma simile. Il Pentagono però conferma quattro incidenti russi nella regione artica compatibili con il sistema d'arma Burevestnik. Mosca ha ribadito che il Burevestnik non rientra nel quadro del Nuovo START. New START è l'unico trattato bilaterale attualmente in vigore che limita gli arsenali strategici (ICBM, SLBM e bombardieri pesanti) statunitensi e russi. Il limite è fissato a 1.550 testate strategiche schierate per 700 sistemi di consegna. Firmato nel 2010, il Nuovo START scadrà nel febbraio del 2021. Il Cremlino ha indicato che sarebbe disposto di estendere l'accordo per un anno senza precondizioni, mentre gli Stati Uniti cercano di congelare il numero totale delle testate nucleari schierabili.
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