L'Europa boccia l'Ungheria di Orbán sui migrant: Budapest reagisce
Una sentenza che dà pienamente ragione alla procedura avviata dalla Commissione Europea contro Budapest
Bruxelles- Dura condanna dell’Ungheria per il trattamento dei profughi quella pronunciata dalla Corte di giustizia Ue. Una sentenza che dà pienamente ragione alla procedura avviata dalla Commissione Europea contro Budapest e che prende di mira proprio uno dei punti centrali della politica del premier Viktor Orbán.
Al centro due leggi ungheresi, una del 2015, che istituiva le zone di transito al confine serbo in cui dovevano restare i migranti irregolari e là presentare domanda di asilo, e una seconda del 2017 che amplia i casi che consentono di dichiarare l’esistenza di una situazione di crisi migratoria per derogare alla normativa Ue.
Budapest ha pure violato le norme europee sui rimpatri. Infine, l’Ungheria non ha rispettato il diritto dei migranti di «rimanere nel territorio dello Stato membro interessato dopo il rigetto della sua domanda, fino alla scadenza del termine previsto per la presentazione di un ricorso avverso tale rigetto o, se è stato presentato un ricorso, fino all’adozione di una decisione su quest’ultimo». Budapest è irritata, «un rigido controllo alle frontiere viene mantenuto – ha detto sulla sua pagina Facebook la ministra Varga – continueremo a proteggere i confini dell’Ungheria e dell’Europa e faremo tutto il possibile per impedire la formazione di corridoi migratori internazionali. L’Ungheria sarà un Paese ungherese solo se i suoi confini resteranno».
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