La Cina dichiara guerra allo spreco di cibo
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PECHINO (Pars Today Italian) –– Sui muri di Pechino sono comparsi nuovi manifesti con quattro caratteri rossi che intimano: «Guang pan xing dong», «Pulite il vostro piatto».
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 23, 2020 16:24 Europe/Rome
  • La Cina dichiara guerra allo spreco di cibo

PECHINO (Pars Today Italian) –– Sui muri di Pechino sono comparsi nuovi manifesti con quattro caratteri rossi che intimano: «Guang pan xing dong», «Pulite il vostro piatto».

È lo slogan della campagna moralizzatrice di Xi Jinping per cancellare lo spreco alimentare in Cina. Il presidente da anni predica alle masse che «la frugalità è nobile», mentre vedere montagne di cibo buttate tra i rifiuti «è scioccante e doloroso»; ultimamente Xi ha fatto ricorso anche ai versi di un poeta imperiale che mille anni fa scriveva: «Solo il saggio riconosce che ogni chicco di riso viene dal duro lavoro di un contadino». Ora l’appello del segretario generale del Partito comunista è stato trasformato in una legge che prevede anche sanzioni amministrative per chi al ristorante non dovesse finire il cibo ordinato. L’agenzia Xinhua riferisce che il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo ha preparato un testo in 32 articoli con una serie di norme per prevenire e punire lo spreco nella catena alimentare, dalla vendita al consumo. Prescrizione per i ristoratori: vigilare sui clienti, non indurli a chiedere più di quello che sono in grado di consumare; chi viola la disposizione e viene sorpreso con avanzi di cibo nel piatto giudicati «spreco evidente» rischia un’ammenda fino a 10 mila yuan (1.200 euro). Sono messe al bando anche le «gare di mangiata» diffuse su social network e tv locali, con i concorrenti che si sfidavano all’ultimo raviolo: per le emittenti che dovessero insistere nel diffondere il malcostume alimentare la minaccia è una penalità di 100 mila euro e la sospensione della programmazione. Le previsioni sono severe, includono un sistema di sorveglianza pubblica, perché severo è stato il monito di Xi, convinto che risparmiare sul cibo sia «una questione di sicurezza nazionale» per un Paese con 1,4 miliardi di bocche da sfamare. Non è retorica il riferimento alla sicurezza nazionale: la Cina può contare solo sul 7% delle terre coltivabili del pianeta, mentre ha un quinto della sua popolazione. L’anno scorso ha dovuto importare 100 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, proprio mentre il Partito insegue l’autosufficienza economica come scudo contro le guerre commerciali. L’Accademia delle scienze sociali di Pechino ha rilevato che il cinese medio spreca 93 grammi di cibo per pasto, soprattutto riso, pasta e carne. Ogni anno vanno perduti 35 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, che basterebbero a nutrire 50 milioni di persone per un anno. Invece, avanzi e scarti per 25 miliardi di euro finiscono ogni anno nelle discariche della Repubblica popolare. L’appello dal vertice del potere ha già spinto alcuni ristoranti di Pechino a offrire le «mezze porzioni» («ban fen cai»). Altri locali hanno introdotto la «Regola -1»: si deve ordinare una portata in meno del numero delle persone a tavola. In Cina c’è il culto della condivisione del cibo: si riempie il tavolo di piatti e si spizzica, lasciando molti avanzi. C’è una motivazione anche culturale dietro questo fenomeno: i cinesi pensano che un piatto svuotato metta in imbarazzo chi ha invitato. Guido Santevecchi

 

 

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