Usa, dopo monito Cina, non mandano ambasciatore a Taiwan
WASHINGTON - Il Dipartimento di Stato degli USA ha cancellato la visita ufficiale a Taiwan dell’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, Kelly Craft, prevista dal 13 al 15 gennaio, a poche ore dalla sua partenza per l’isola.
Tale viaggio aveva provocato dure critiche e avvertimenti da parte della Cina che ha commentato la notizia ribadendo ferma opposizione alle relazioni tra Washington e Taipei, il 13 gennaio.
Craft avrebbe dovuto incontrare la presidente del governo di Taipei, Tsai Ing-wen, il ministro degli Esteri dell’isola, Joseph Wu e avrebbe dovuto tenere un discorso. Il viaggio dell’ambasciatrice avrebbe rappresentato l’ultima mossa dell’amministrazione del presidente uscente, Donald Trump, per consolidare i rapporti tra Washington e Taipei, a spese delle relazioni statunitensi con Pechino. Il 13 gennaio, la portavoce l’Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato della Cina, Zhu Fenliang, ha commentato la cancellazione del viaggio di Craft ribadendo l’opposizione della Cina a qualsiasi forma di scambio ufficiale tra Taiwan e gli USA.
Già l’8 gennaio scorso, in seguito all’annuncio della visita di Craft, la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, aveva invitato gli Stati Uniti a “tornare alla ragione” e ad interrompere “parole e azioni” in grado di danneggiare le relazioni sino-statunitensi. Hua aveva affermato che la Cina avrebbe adottato tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità e i propri interessi di sicurezza, specificando che, se gli USA avessero dovuto insistere con azioni sconsiderate, avrebbero pagato a caro prezzo i propri errori.
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