L'India blocca 59 app cinesi
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NUOVA DELHI-Il ministero dell’Elettronica e della tecnologia dell’informazione indiano ha deciso di rendere permanente il blocco di 59 app cinesi deciso lo scorso giugno perché insoddisfatto dei chiarimenti forniti dalle aziende produttrici.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 27, 2021 01:59 Europe/Rome
  • L'India blocca 59 app cinesi

NUOVA DELHI-Il ministero dell’Elettronica e della tecnologia dell’informazione indiano ha deciso di rendere permanente il blocco di 59 app cinesi deciso lo scorso giugno perché insoddisfatto dei chiarimenti forniti dalle aziende produttrici.

Lo riferisce il quotidiano “The Times of India” citato dall'agenzia Nova. Il blocco fu imposto il 29 giugno 2020 per motivi di sicurezza “poiché alla luce delle informazioni disponibili sono coinvolte in attività che pregiudicano la sovranità e l’integrità dell’India, la difesa dell’India, la sicurezza dello Stato e l’ordine pubblico”: così il ministero motivò la decisione, presa in base alla sezione 69A della legge Information Technology Act del 2009 e delle successive norme Information Technology (Procedure and Safeguards for Blocking of Access of Information by Public) Rules del 2009. Tra le app bloccate ce n’erano alcune molto popolari, come TikTok, Uc Browser, WeChat, Weibo, Baidu Map e Xender.

Ci sono “preoccupazioni su aspetti relativi alla sicurezza dei dati e alla tutela della privacy di 1,3 miliardi di indiani”, prosegue il comunicato emesso allora dal ministero, ed “è stato recentemente notato che tali preoccupazioni rappresentano una minaccia anche per la sovranità e la sicurezza”. In particolare, il ministero ha sostenuto di aver ricevuto numerosi reclami da varie fonti sull’uso improprio di alcune app disponibili su piattaforme Android e iOS “per il furto e la trasmissione clandestina dei dati degli utenti in modo non autorizzato a server che hanno sedi al di fuori dell’India”. “La raccolta di questi dati, la sua estrazione e profilazione da elementi ostili alla sicurezza nazionale e alla difesa dell’India, che alla fine incide sulla sovranità e integrità dell’India, è una questione di profonda e immediata preoccupazione che richiede misure di emergenza”, continua la nota. È stato sottolineato, infine, che un’azione rigorosa era stata sollecitata da più parti: il Centro indiano di coordinamento sui reati informatici, il ministero dell’Interno, i cittadini che si sono rivolti alla Squadra di risposta all’emergenza informatica (Cert-in), rappresentanti politici dentro e fuori il parlamento.

 

 

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