Ungheria: arrivano i primi vaccini cinesi, l'Ue non può impedirlo
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Non è un caso che l'Ungheria sia stata il primo Stato membro dell'Ue a unirsi alla cosiddetta Nuova Via della seta, il gigantesco progetto di infrastrutture concepito dalla Cina per ridisegnare i rapporti commerciali e diplomatici verso l'Asia centrale, l'Europa e l'Africa nei prossimi decenni.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 17, 2021 00:39 Europe/Rome
  • Ungheria: arrivano i primi vaccini cinesi, l'Ue non può impedirlo

Non è un caso che l'Ungheria sia stata il primo Stato membro dell'Ue a unirsi alla cosiddetta Nuova Via della seta, il gigantesco progetto di infrastrutture concepito dalla Cina per ridisegnare i rapporti commerciali e diplomatici verso l'Asia centrale, l'Europa e l'Africa nei prossimi decenni.

Budapest - Con l'arrivo ieri a Budapest della prima fornitura di vaccini prodotti dalla cinese Sinopharm, l'Ungheria si avvia a divenire il primo Paese dell'Ue a impiegare il preparato anti-Covid sviluppato dalla Cina. Già il 29 gennaio le autorità di Budapest avevano approvato il vaccino di Sinopharm, con un accordo che prevede la fornitura di cinque milioni di dosi, sufficienti a vaccinare 2,5 milioni di persone.

Il vaccino di Sinopharm si è aggiunto così alla lista di quelli già approvati dall'Ogyei, ovvero i vaccini di Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e da ultimo il vaccino russo Sputnik V. L'opposizione ungherese ha denunciato una pressione dell'esecutivo sull'Ogyei per autorizzare il vaccino cinese e la stessa Camera dei medici (Mok) ha tenuto a precisare che Budapest dovrebbe continuare a seguire le regole di sicurezza in modo trasparente e approvare la commercializzazione solo dopo una valutazione che rispetti le regole dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema).

Già prima dell'approvazione, Budapest ha più volte giustificato le aperture verso il vaccino cinese e quello russo lamentando la lentezza degli approvvigionamenti da parte dell'Ue e contrapponendovi i successi di Paesi quali Israele e Regno Unito. Per i detrattori del governo, la strategia del premier ungherese Viktor Orban è chiara: contare su forniture tempestive di dosi da Russia e Cina per accelerare la campagna vaccinale nazionale di fronte alle difficoltà e lentezze europee, per sfruttare poi questo successo politico come un'ennesima arma da usare contro Bruxelles. Di fronte all'immobilismo delle istituzioni europee, l'Ungheria contrapporrebbe la maggiore efficienza dello Stato-nazione. Occorre precisare che i vaccini non sono però l'unico ambito nel quale l'Ungheria cerca di approfondire la cooperazione bilaterale con Pechino e più in generale di consolidare i propri rapporti con Paesi extra Ue. Orban persegue da tempo una politica di apertura verso est volta a ridimensionare il peso degli scambi commerciali con l'Occidente, soprattutto con i vicini Paesi europei, nell'economia nazionale.

 

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