Usa, pressioni di Trump in Georgia: nuova prova
WASHINGTON - E’ la registrazione di una telefonata tra l’ex presidente e una funzionaria a capo dell’inchiesta sul voto per posta.
"E' successo qualcosa di brutto, quando verrà fuori la giusta risposta, lei sarà lodata". Così Donald Trump ha fatto pressioni su Frances Watson, funzionaria a capo dell'inchiesta sul voto per posta in Georgia, durante una telefonata lo scorso dicembre.
E' quanto rivela il Wall Street Journal che ha ottenuto la registrazione di quel colloquio telefonico che costituisce un'altra prova delle pressioni che l'ex presidente fece sui vertici repubblicani della Georgia, e su cui sta indagando la magistratura. Nella registrazione si sente la funzionaria che assicura al presidente che «con il mio team siamo interessati solo alla verità ed a trovare informazioni basate sui fatti». Watson poi non manca di esprimere stupore per il fatto che il presidente l'abbia chiamata personalmente: «so che lei è un uomo molto impegnato, molto importante, e sono onorata che mi abbia chiamata, e francamente abbastanza scioccata che lei abbia avuto il tempo di farlo». A questo punto, Trump avrebbe detto alla funzionaria che lei aveva al momento il compito più importante per il Paese, suggerendole di controllare anche gli anni passati dei risultati della contea di Fulton, la più popolosa della Georgia, che comprende gran parte di Atlanta, con una grande percentuale di voto afroamericano, dove è stata sancita la vittoria di Joe Biden.
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