Giappone, un'altra morte per troppo lavoro: decesso presso Sony
TOKYO - Karoshi è un termine giapponese che significa "morte per troppo lavoro".
Giappone, morte per superlavoro riconosciuta ad un dipendente della Sony. Quello dei decessi a causa del troppo lavoro e poco riposo è un vero problema sociale giapponese, tanto che è stato coniato un termine ad hoc per identificarlo: “karoshi”.
In Giappone il rapporto di lavoro supera spesso la prestazione nell’orario definito. L’uomo deceduto, un dipendente 40enne della divisione marketing di Sony, era morto nel gennaio 2018 negli Emirati Arabi Uniti a causa di un infarto fulminante. Secondo il racconto della famiglia era stato assunto a tempo indeterminato nel 2007, in Giappone, per poi essere traferito all’ufficio marketing di Dubai. Dopo il decesso, i familiari presentarono una richiesta di risarcimento per infortunio sul lavoro ma non venne accettata: dagli accessi tramite badge elettronico non risultavano straordinari.
Tramite avvocati, la famiglia ha avviato un’inchiesta privata riuscendo a risalire agli accessi sul computer in ufficio, interrogando anche i colleghi. In base a quanto raccolto, si è evinto che il dipendente avesse lavorato 80 ore mensili medie in più rispetto all’orario previsto dal contratto. “Mio marito era un uomo con un forte senso di responsabilità e con un carattere sempre gentile verso chiunque”, ha dichiarato la moglie, “Tuttavia nei mesi precedenti alla sua morte, era diventato nervoso e stanco. Quel giorno, quando uscì di casa, aveva un pessimo aspetto. Non tornò mai più”.
Il Giappone è uno dei pochi paesi in cui questa categoria, le cui principali cause mediche sono attacco cardiaco dovuto a sforzo e stress, è riportata nelle statistiche delle cause di morte.
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