USA: intelligence, cresce la minaccia del terrorismo interno
Un nuovo rapporto dell'intelligence americana mette in guardia sulla crescente minaccia del terrorismo interno: esso evidenzia l'aumento del rischio riguardante milizie e suprematisti bianchi, e afferma l'urgenza di maggiori risorse per combattere il problema.
In particolare, fa sapere il «New York Times», nel dossier consegnato al Congresso, che è stato chiesto dal presidente Joe Biden poco dopo il suo insediamento, si parla della minaccia delle milizie, prevedendo un rischio elevato nei prossimi mesi a causa di «fattori sociopolitici controversi». Probabilmente – prosegue il giornale – si tratta di un riferimento alle ricadute dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio scorso. Gli estremisti violenti di matrice razziale come i suprematisti bianchi, si legge, hanno maggiori probabilità di condurre attacchi di massa contro i civili, mentre le milizie tipicamente prendono di mira le forze dell'ordine, il personale e le strutture governative. Criminali solitari o piccole cellule di estremisti, inoltre, sono più propensi delle organizzazioni a compiere attacchi. Del rapporto è stato declassificato e reso pubblico solo un breve riassunto, mentre una versione riservata è stata inviata al Congresso e alla Casa Bianca.
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