Vaccini cinesi: la popolazione rimane scettica, l'efficacia è bassa
Dapprima fonte di speranza, ora di dubbio: i vaccini cinesi hanno a quanto pare efficacia limitata e suscitano maggiore scetticismo in patria che all’estero.
La propaganda cinese può anche raccontare una storia diversa, ma a livello internazionale mondo scientifico e mondo politico sono ampiamente concordi: la pandemia da COVID-19 ha avuto origine in Cina. A fine 2019 il virus ha fatto la sua prima massiccia comparsa in un mercato di Wuhan, città della Cina meridionale, da dove si è propagato in tutto il mondo. La colpa di tutto ciò è in parte anche del sistema politico del Paese a regime autocratico dove, a livello regionale, si è insabbiato e mentito finché è stato troppo tardi per contenere il virus. Oggi, quasi un anno e mezzo e 3 milioni di morti dopo, un altro pericolo proveniente dall’immenso Paese minaccia il mondo. E proprio attraverso una fonte di speranza: il vaccino «made in China». Quando in Svizzera e in molti altri Paesi la campagna vaccinale era ancora lontana dall’iniziare, in Cina già si effettuavano le prime iniezioni. Gli annunci della dirigenza statale sono stati altisonanti: l’intenzione – proclamava il capo del partito e di Stato Xi Jinping quasi un anno fa – era quella di fornire vaccini cinesi a tutto il mondo. «Un vaccino dalla Cina - aveva affermato Xi a maggio 2020 - sarà un bene pubblico».
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