Un attacco 'blocca' gli Usa: paura per il petrolio
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WASHINGTON - Un attacco cyber può paralizzare anche gli Stati Uniti? La risposta è affermativa e la conferma arriva dall’ultimo attacco avvenuto contro il Colonial Pipeline, il più importante oleodotto che trasporta il carburante verso le città della costa orientale americana.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 10, 2021 12:03 Europe/Rome
  • Un attacco 'blocca' gli Usa: paura per il petrolio

WASHINGTON - Un attacco cyber può paralizzare anche gli Stati Uniti? La risposta è affermativa e la conferma arriva dall’ultimo attacco avvenuto contro il Colonial Pipeline, il più importante oleodotto che trasporta il carburante verso le città della costa orientale americana.

L’oleodotto trasporta una quantità di benzina e altri carburanti dalle raffinerie del Texas verso la East Coast pari a circa 378 milioni di litri al giorno. In pratica quasi metà di tutto il carburante della regione passa attraverso il Colonial pipeline, dal greggio al diesel, dal gas per uso domestico fino al carburante per gli aeroporti di Charlotte e Atlanta e le basi militari dell’area. L’attacco è avvenuto mediante l’inserimento di un ransomware, un malware che, una volta infettati i dispositivi informatici colpiti con la crittografia dei dati, chiede un riscatto economico per farli riattivare. L’effetto sul mercato sul Colonial Pipeline è ancora da quantificare. La linea è bloccata e il prezzo del petrolio è in risalita. Il presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia, ha segnalato a La Presse che “anche i greggi subiranno delle forti scosse di volatilità, principalmente il WTI greggio di riferimento Usa e ci saranno forti operazioni di approvvigionamento di greggio sui mercati finanziari attraverso carichi spot per soddisfare momentaneamente il fabbisogno delle coste americane”. Marsiglia ha anche avvertito dei pericoli per tutto il mondo: “La cosa che sorprende di più e proprio quella di vedere un Paese come gli Usa sempre più globalizzato e all’avanguardia nelle tecniche e misure di sicurezza interna, subire nello stesso tempo tali attentati seppur informatici che ne compromettono, in poche ore, la totale dipendenza energetica”. Il problema della protezione delle infrastrutture sensibili è dunque fondamentale. Il danno all’oleodotto americano fa capire come una minaccia estremamente elevata per la sicurezza nazionale possa essere messa in pratica anche solo grazie all’uso di un server. “In questo momento, la nostra principale preoccupazione è il ripristino sicuro ed efficace del nostro servizio. Questo processo è già in corso e stiamo lavorando senza sosta per minimizzare il disagio dei nostri clienti”, ha detto l’azienda. E adesso sono in corso le indagini per capire come sia avvenuto l’attacco a una delle principali arterie energetiche degli Stati Uniti. Tanto sconosciuta a livello mediatico quanto fondamentale nella logica infrastrutturale del Nord America. DarkSide dietro l’attacco cyber Secondo le prime informazioni dietro al tentativo della cyber estorsione che ha condotto al blocco delle operazioni del Colonial pipeline vi sarebbe un’organizzazione nota come DarkSide. Il gruppo – di cui si sa ancora molto poco se non (sembra) per alcuni collegamenti con la Russia – agisce con una forma di estorsione apparentemente a scopo benefico, tanto è vero che il suo nome è iniziato a circolare con strane donazioni in bitcoin per il valore di decine di migliaia di dollari. L’immagine che vogliono dare è quella di una sorta di “Robin Hood” informatico: rubare ai ricchi per dare ai poveri. A tal proposito, il sito Bleeping Computer ricorda come questa organizzazione abbia già detto di non colpire sistemi legati alla sanità, all’istruzione, elementi governativi e organizzazioni no profit. Ma questa è solo una delle immagini di un’organizzazione estremamente più interessante sotto il profilo criminale ma anche strategico, che in pochi anni è diventata una vera e propria forza oscura in grado di far perdere miliardi di dollari con pochissimi attacchi ben strutturati. Come riporta Associated Press, per adesso i principali attacchi sono stati realizzati nell’area dell’ex blocco sovietico. Ma non va dimenticato che l’espansione che hanno avuto negli ultimi anni li ha condotti a chiedere riscatti anche in Europa e in Nord America. 

 

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