Libia: l’Italia pronta a offrire sostegno nella fase di transizione
(Pars Today Italian) –– Il primo ministro italiano, Mario Draghi, ha ribadito il sostegno di Roma alla Libia, Paese testimone di una fase di transizione democratica.
Le dichiarazioni sono giunte nel corso della visita del premier libico ad interim, Abdulhamid Al Dabaiba, del 31 maggio. Come riferito nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a margine dei colloqui, Dabaiba ha accolto con favore la ripresa delle relazioni tra Roma e Tripoli, dimostrata altresì dalle recenti visite di personalità di ambo le parti. Ciò, è stato specificato, è indice del legame strategico che unisce i due Paesi a più livelli e della volontà politica di rafforzarlo ulteriormente. La Libia e l’Italia, in particolare, desiderano creare meccanismi di coordinamento congiunti per far fronte alle sfide comuni in materia di sicurezza e per collaborare, insieme agli altri Paesi dell’Unione Europea, nella lotta all’immigrazione illegale. A tal proposito, Dabaiba ha ringraziato sia l’Italia sia l’UE per gli sforzi profusi anche in ambito sanitario e, al contempo, si è detto a favore di quelle iniziative di investimento e commerciali che vanno oltre il semplice ambito energetico, e che riguardano, tra gli altri settori, anche ricostruzione, sanità e industria. La Libia, ha affermato Dabaiba, è in attesa di realizzare lavori nell’ambito della ricostruzione e dello sviluppo e accoglierà qualsiasi azienda straniera che desidererà contribuire, in particolare quelle italiane, considerata la loro passata esperienza nel Paese Nordafricano. Tripoli si è poi detta desiderosa di riprendere i lavori attraverso commissioni congiunte, e di mettere in atto quanto stabilito nell’accordo di amicizia, partenariato e cooperazione del 2008, al fine ultimo di promuovere sviluppo e stabilità nell’intera regione Nord-africana e del Mediterraneo. Il governo libico, infine, ha affermato la propria disponibilità a firmare un accordo per trasferire i condannati alla detenzione di ciascun Paese, i cui dettagli verranno successivamente discussi tra i Ministeri della Giustizia.
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