La banca del golpe
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WASHINGTON - Come prevedibile, l’iniziativa della giustizia nicaraguense nei confronti di Cristiana Chamorro ha destato ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 07, 2021 04:47 Europe/Rome
  • La banca del golpe

WASHINGTON - Come prevedibile, l’iniziativa della giustizia nicaraguense nei confronti di Cristiana Chamorro ha destato ...

la reazione scomposta di Stati Uniti e alleati, che denunciano l’inchiesta della magistratura come “operazione politica destinata ad eliminare la candidatura della signora dalle elezioni del prossimo novembre”. La tesi è strana dal momento che la Chamorro non è ancora candidata a nulla, ma che Daniel Ortega possa temere la su candidatura appare davvero una iperbole. Al contrario, pensare che la magistratura debba fermarsi solo perché la signora si autonomina candidata, significherebbe un uso politico della giustizia e, va da se, una dichiarazione di sovranità limitata da parte dello Stato nicaraguense nei confronti di alcuni suoi cittadini.

Il chiasso di OEA, USA e UE stride con il vergognoso silenzio nei casi che riguardarono Rafael Correa in Ecuador o Ignacio Lula da Silva in Brasile, o Cristina Kirchner in Argentina, dove il cortile dell’impero applaudiva sguaiatamente alle montature giudiziarie (quelle sì) che impedirono la candidatura della sinistra in ogni dove latinoamericano. Ma si sa, la decenza non abita a Washington e a Bruxelles. Che poi ora USA, OEA e UE si preoccupino delle candidature dei loro impiegati in Nicaragua, mentre tacciono sulla strage che il narco-governo Duque perpetra in Colombia, racconta bene il valore giuridico e politico e la neutralità di cui sono portatori.

Se il Comandante Ortega avesse voluto seppellire le speranze dell’oligarchia e degli Stati Uniti avrebbe agito come essi sembrano suggerire, ovvero andando al voto e spazzando l’opposizione, come tutti i sondaggi indicano. Ma avrebbe dovuto chiudere tutti e due gli occhi sulle evidenti violazioni della legge e confermare così, indirettamente, e ignorando Costituzione, leggi e norme vigenti. Dal punto di vista del vantaggio politico Ortega avrebbe avuto tutto da guadagnare, insomma, evitando scossoni e lasciando l’opposizione a lacerarsi al suo interno, dove si mordono tutti reciprocamente evidenziando come essa sia un grumo di corruzione finanziata dall’estero, non certo una soluzione per il Paese.

Lo avrebbe potuto fare anche concedendo le elezioni anticipate nel 2018-2019, quando l’orrore popolare per il golpismo nichilista aveva raggiunto l’apice. Vincere, per Ortega, sarebbe stata una passeggiata. Ma c’è un tema superiore di rispetto della istituzionalità del Paese, delle regole del suo sistema democratico, che a Washington come a Bruxelles ci si ostina a non considerare, forse nella convinzione che la democrazia nicaraguense, pagata col sangue dei sandinisti, possa essere barattata sul gioco della tattica politica.

 

 

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