Mossa Usa contro Bruxelles, sanzioni che fanno tremare l’Ue
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BRUXELLES - “Le azioni di oggi vogliono riaffermare il nostro impegno a sostenere uno stato di diritto e sono volte a rafforzare le istituzioni democratiche della Bulgaria. Gli Stati Uniti sono al fianco di tutti i bulgari e il Dipartimento farà ogni cosa in suo potere per perseguire gli attori corrotti”.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 07, 2021 17:47 Europe/Rome
  • Mossa Usa contro Bruxelles, sanzioni che fanno tremare l’Ue

BRUXELLES - “Le azioni di oggi vogliono riaffermare il nostro impegno a sostenere uno stato di diritto e sono volte a rafforzare le istituzioni democratiche della Bulgaria. Gli Stati Uniti sono al fianco di tutti i bulgari e il Dipartimento farà ogni cosa in suo potere per perseguire gli attori corrotti”.

Con questa chiusura, contenuta in un comunicato federale, gli Stati Uniti hanno ufficialmente imposto sanzioni verso 64 società appartenenti o riconducibili ai massimi gerarchi della Bulgaria, accusati di corruzione e di ripetute violazioni dello stato di diritto nel Paese europeo. In uno scenario che, se non adeguatamente ribattuto, potrebbe gettare discredito non soltanto verso la Bulgaria ma verso la stessa Unione europea, e in particolar modo sulla Germania di Angela Merkel.Quando nel 2007 venne accolta la candidatura della Bulgaria per l’ingresso nell’Unione europea, si sapeva che i problemi relativi alla sua corruzione ancora non erano risolti. Tuttavia, la speranza di Bruxelles e la promessa di Sofia era quella di risolvere nel più breve tempo possibile questa condizione; particolare che, però, non si è verificato, lasciando il Paese ben al di sotto degli standard attesi. Quasi ininterrottamente al potere dal 2009, secondo le accuse americane Borissov ha infatti costruito un Paese ed una burocrazia a sua immagine e somiglianza, rendendo la Bulgaria l’ultima vera oligarchia dell’Unione europea. E se ciò è realmente accaduto, difficile non vedere delle colpe proprio tra i burocrati d’Europa, concentrati più a vessare chi, come l’Ungheria e la Polonia, hanno sempre espresso le proprie intenzioni piuttosto che indagare su chi, nell’ombra, tirava i fili delle politiche nazionali.Come sottolineato in precedenza, Sofia e Berlino godono di ottimi rapporti dovuti all’estrema vicinanza degli ultimi anni tra la cancelliera tedesca Merkel e il premier bulgaro Borissov. Sotto questa chiave di lettura, dunque, la decisione unilaterale di sanzionare le società appartenenti ai massimi politici del Paese sono un chiaro segnale alla Germania di come gli Stati Uniti non tollerino i doppi giochi tedeschi. Con questa mossa a sorpresa, infatti, Washington ha di fatto obbligato Bruxelles ad approfondire la questione relativa alla corruzione bulgara. E in questo scenario, dunque, vi è la possibilità che la scoperta degli scheletri nell’armadio di un sistema corrotto possano cambiare gli equilibri di potere nella regione; con il possibile allontanamento di Sofia dalla sfera di influenza tedesca. Eliminando, di fatto, quella che poteva diventare una “lunga mano” della Merkel in Europa dopo il suo abbandono alla carica di cancelliere della Germania prevista per il prossimo autunno.

 

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