La spiritualità nel Nahj al-Balagha 2a P.
Esercizi spirituali Una corretta disciplina spirituale richiede applicazione e soprattutto assiduo esercizio. Le pratiche irfanico-contemplative di Ali comprendevano continue veglie notturne, digiuni e mortificazioni dei cinque sensi, senza dimenticare la costante e devota recitazioni dei dhikr che, con il loro ritmico ricordo del nome di Dio, rinnovano nel cuore di ogni credente la consapevolezza della Sua santa presenza in ogni attimo del quotidiano.
Unico scopo di tutte queste pratiche è una più vigile adorazione di Dio che apra l’anima ad un autentico rapporto con Lui. Da qui i lunghi nonché rigorosi esercizi di purificazione interiore di contrappunto all’insistente ricordo dell’Amato.
Una volta che la consapevolezza dell’Onnipresenza Divina sia ben radicata nell’animo umano, a quel punto ogni altra cosa le sarà naturalmente subordinata, scongiurando per sempre il rischio dell’idolatria sempre in agguato. L’autorità spirituale dell’imam Ali si fondava su due aspetti principali: ascesi e conoscenza. L’ascesi è elemento essenziale nella vita etica e spirituale in quanto fonte primaria di quella consapevolezza di Dio di cui abbiamo parlato. Come già riferito, in ogni momento della sua luminosa vita spirituale, Ali si attenne scrupolosamente alla condotta irfanica del Santo Profeta sia nelle pratiche ascetiche che per i viaggi spirituali. E fu proprio l’esercizio di codesta fedele sequela che dischiuse all’Imam il Seno Divino consentendogli di suggerne il nettare d’Amore così come era stato concesso al Santo Apostolo.
Per sottolineare le qualità ascetiche e spirituali di Ali, la letteratura biografica sciita riporta innumerevoli resoconti riguardanti la sua pietà, la sua incessante orazione, il suo stato di perenne adorazione, le sue pratiche contemplative ed il suo equilibrato distacco dalle cose del mondo.
V’è un sermone del Nahjal-Balagha in cui Ali si dilunga in una minuziosa descrizione degli attributi propri di coloro che sono definiti timorati di Dio. Riflettendo sulle loro elevate stazioni spirituali egli afferma: “Vedono ciò che gli altri non possono vedere e odono ciò che gli altri non possono udire. Costoro hanno accesso ai segreti divini ».8
Il brano illustra chiaramente le incredibili grazie che Dio elargisce a coloro che desiderino intraprendere l’arduo pellegrinaggio spirituale.
Il rango interiore dell’Imam ‘Ali è ulteriormente evidenziato da questo emozionante aneddoto sempre riportato nel Nahj al-Balagha. Quando gli fu domandato se avesse mai visto il suo Signore, si dice egli abbia risposto: “Adorerei ciò che non ho mai visto?Egli non è visibile agli occhi fisici, ma i cuori Lo percepiscono attraverso l’occhio della fede (iman)”.9
Il Nahj al-Balagha incoraggia la realizzazione di uno stato spirituale di profonda intimità con il proprio Signore. In tale stadio il credente adora Dio solo perché Egli è degno del nostro culto. Come disse l’Imam Ali: “Signore! Non ti ho adorato per paura del Tuo inferno, né per bramosia del Tuo paradiso; ma Ti ho trovato degno di essere adorato,e così ho adorato Te”.
Per coloro che ricordano intensamente Dio, l’Imam Ali ha un consiglio speciale. Egli afferma:”Certamente Dio, il Glorificato, ha fatto sì che il Suo ricordo purificasse i cuori cosicché finalmente dopo la sordità riacquisissero l’udito, dopo la cecità riacquistassero la vista e dopo la ribellione ritornassero all’obbedienza. In tutti i tempi privi di profeti, v’erano persone con cui Egli comunicava sussurrando attraverso coscienza ed intelletto. “10
L’ultima frase conferma ulteriormente il significato di taqwa e i suoi effetti sull’anima umana, come discusso in precedenza.
Queste parole dell’Imam Ali esplicitano in maniera netta il miracoloso effetto del ricordo divino (dhikr) sul cuore umano: esso lo abilita ad esser ricettacolo dell’ispirazione divina, schiudendolo all’apoteosi di una piena comunione con il proprio Creatore.11
Ciò che traspare dai sermoni e dalle lettere dell’Imam Ali contenuti nel Nahj al-Balagha è che il fondamento della fede risiede nella sincerità. Più una persona sarà sincera, più la sua vita sarà libera dalla menzogna. E fu proprio questa la caratteristica principe del nobile Imam: la sua trasparenza. Il cuore umano è simile ad uno specchio. Più sarà lucido, più rifletterà la luce di Dio. È la sincerità umana, tradotta in trasparenza, che purifica il cuore da ogni lordura. È attraverso la sincerità che la coscienza parla ad una persona.
Così Jalal al-Din Rumi giustamente disse:
“Impara da Ali la sincerità delle azioni.
Il Leone di Dio è libero dall’inganno“
Solo una persona sincera e spirituale sarà in grado di ispirare i suoi simili sul sentiero di Dio. La seguente tradizione testimonia la capacità di Ali di ispirare gli altri, anche attraverso le sue preghiere; si tratta di una narrazione riportata nel Sahih di Bukhari in tre diverse occasioni. Nella sezione intitolata “finire il takbir in prosternazione” egli narra che Mutarrif b. ‘Abd Allah ebbe a dire:
“Imran b. Husayn e io abbiamo offerto la preghiera dietro ‘Ali b. Abi Talib [a Basra].
Una volta in prosternazione Alì recitò il takbir; quindi, alzata la testa, recitò il takbir e quando si alzò per la terza unità (rak’a) recitò il takbir. Alla fine della preghiera Imran mi prese per mano e mi disse: “[Ali] mi ha fatto ricordare la preghiera di Muhammad, la pace sia su di lui”.12 Oppure, mi disse (qualcosa che suonò come): “Ci ha condotti in preghiera come usava fare Muhammad, pace su di lui”.
Ramificazioni della spiritualità
I risultati di questo genere di spiritualità appaiono assolutamente stupefacenti. Gli esseri umani che coltivano la taqwa e si comportano rettamente sono oggetto di speciali benedizioni da parte di Dio, siano esse ispirazioni se non addirittura veri e propri poteri miracolosi. In una sezione del suo Kitab al-Irshad enumerante i miracoli di Ali, al-Mufid afferma che non solo gli esseri umani, ma addirittura la natura con tutte le sue leggi erano soggette al potere di Ali. Secondo la sua testimonianza, Ali fece retrocedere il sole in ben due occasioni e cioè durante e dopo il tempo del Profeta. E’ proprio attraverso esempi di questo tipo che risulta evidente l’efficacia dell’agire divino nel mondo ed il suo estrinsecarsi attraverso l’operato degli uomini santi e, nello specifico, dei santissimi Imam. Tali capacità sono un chiaro indicatore del favore e delle benedizioni divine che investivano la sacra persona di Ali.13
Tornando al Nahj al-Balagha, v’è un altro sermone in cui vengono spiegate le diverse stazioni e i livelli spirituali raggiunti dagli gnostici nel corso del loro cammino ascensionale. Ali descrive tali uomini con queste parole:
“Gli angeli li hanno attorniati e la pace si è riversata su di loro. Le porte del cielo sono loro aperte e le dimore della beatitudine, su cui li aveva resi edotti, sono state preparate per loro. Egli si compiace della loro lotta ed è ammirato della stazione spirituale da essi raggiunta. Quando costoro Lo invocano, è loro concesso di respirare le fragranze del Suo perdono e della Sua infinita misericordia“14. “Egli fece ogni cosa a gloria di Dio, cosicché Dio volle farlo Suo.“15
Agire per il bene del prossimo è un chiaro riflesso della bellezza divina dentro di noi.
Il sovrabbondante amore per il prossimo non può che fondarsi su un ancor più sovrabbondante amore per Dio. Quando gli esseri umani sono spiritualmente vicini a Dio, sperimentano il mondo in un modo diverso. A uomini straordinari sono concessi poteri straordinari, ma questo solo e soltanto in virtù dell’amore incondizionato e gratuito per il Signore. Dice Ali: “Solo un sincero amore e un’autentica devozione verso Dio, sono i criteri con cui Dio elegge una guida, affinché diventi fondamento della religione e pilastro della fede sulla terra“.
Lascio l’ultima parola all’Imam Ali. Hamman ibn Shurayh, uno dei suoi compagni, era un uomo il cui cuore traboccava di amore per Dio e la cui anima ardeva di un inestinguibile fuoco spirituale. Una volta chiese ad Ali di descrivergli le qualità del pio e del timorato di Dio. Ali, da un lato, non voleva rifiutarsi di rispondergli e, dall’altro, era preoccupato che Hamman non fosse in grado di sopportare quanto gli avrebbe riferito. A quel punto, evitando di rispondere direttamente, gli dette solo una descrizione generale della pietà e del timorato di Dio. Hamman, per nulla soddisfatto della spiegazione ed ancor più bramoso di un reale approfondimento, pregò Ali essere più preciso. Fu a quel punto che l’Imam pronunciò uno dei suoi più famosi sermoni, cominciando a descrivere tutte le caratteristiche proprie dell’autentico uomo timorato. Egli elencò circa un centinaio di qualità proprie di cosiffatti esseri umani e continuò a descriverne ancora di più. E mentre le parole di Ali scorrevano come un fiume di grazia, l’animo di Hamman fu preso dall’estasi: il suo cuore cominciò a battere all’impazzata ed il suo spirito fu proiettato al di là dei limiti percepibili dalle umane emozioni. Egli fu preda di una frenesia pari a quella dell’uccello che si dibatta per liberarsi della propria gabbia. Improvvisamente vi fu un pianto terribile e gli astanti, voltatisi per scoprirne la provenienza, videro che si trattava di Hamman in persona. Si avvicinarono a lui e, con loro grande costernazione, constatarono che la sua anima, abbandonata la dimora terrena, era volata alla vita eterna. A quel punto Ali, con una sorta di compiaciuto rammarico, ebbe a dire: “Ho temuto che ciò potesse accadere. Strano! Tuttavia questo è un palese esempio di quanto il santo ammonimento possa colpire i cuori particolarmente ricettivi.”16
Questo è un ulteriore esempio del tipo di influenza che i sermoni di Ali avevano sulle menti e sui cuori dei suoi contemporanei.
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NOTE
1 Vedi la sua lettera a Malik al-Ashtar nel Nahj al-Balagha
2 Mas’udi, ‘Ali bin Husayn. Muruj al-DhahabwaMa’adin al-Jawhar. 4 volumi. Qum: Daral Hijra, 1983, volume 2, pagina 33
3 Nahj al-Balagha, terza edizione (Karachi: Korasan Islamic Center, 1977) sermone n. 16
4 Ibid, detto n. 104
5 Sermone n.230
6 Sermone n.191
7 Sermone n. 157
8 Sermone n. 226
9 Sermone n. 179
10 Sermone n. 222
11 Sermone n. 222
12 Bukhari, Sahih, 1/417f., Hadith n. 753
13 Al-Mufid, Muhammad b. Muhammad, Kitab al Irshad. Tradotto in inglese da I. Howard.(Londra: Balagha&Muhammadi Trust, 1981), 261.
14 Sermone n. 222
15 Sermone n. 87
16 Sermone n. 193
Fonte: https://islamshia.org/la-spiritualita-nel-nahj-al-balagha-l-takim/
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