Tebboune: non rinunceremo al caso dei crimini della Francia in Algeria
ALJERI - Il presidente dell'Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha dichiarato che il suo Paese non si ritirerà mai dal trattamento del fascicolo di memoria relativo ai crimini commessi dalla Francia durante il periodo coloniale.
Abdelmadjid Tebboune ha ipubblicato un messaggio al popolo algerino in occasione del 59° anniversario della liberazione del Paese dalla colonizzazione francese il 5 luglio 1962. Il presidente algerino sottolineando che "l'odioso" colonialismo francese ha usato le più potenti e più grandi armi di massacro, tortura e distruzione contro il proprio Paese, ha promesso che le questioni legate alla memoria nazionale sarebbero state affrontate con una visione profonda e che non avrebbero abbandonato questa questione. Nella dichiarazione resa in occasione della Giornata nazionale della memoria, adottata lo scorso anno e coincisa con il 76° anniversario degli eventi dell'8 maggio 1945, Tebboune ha ribadito il suo invito alla Francia a scusarsi per i crimini commessi durante il periodo coloniale (1830-1962). L'Algeria, che è l'esempio più attuale e sanguinoso della storia coloniale francese nel continente africano, iniziò la sua lotta per l'indipendenza nel 1954. Mentre l'Algeria è considerata uno dei paesi che ha pagato il prezzo più alto per questa causa con i suoi 8 anni di lotta per l'indipendenza, il dolore indescrivibile degli algerini è passato alla storia come la “macchia nera" che la Francia ha lasciato durante il suo ritiro dall'Africa. Durante gli anni di guerra disumana nel Paese, quasi 1,5 milioni di algerini hanno perso la vita e altri milioni sono stati sfollati. Tra il 1960-1966, nel deserto algerino la Francia ha condotto almeno 17 test nucleari, di cui 4 sopra la terra e altri 13 sotterranei.
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