Usa: via il nome Indians dal team di baseball, Trump attacca
CLEVELAND - A Cleveland, e non solo, è un terremoto: i campioni della squadra professionistica di baseball cambiano nome e, dopo oltre cento anni, non si chiameranno più Indians, il controverso nickname considerato da molti razzista e un insulto per i nativi americani.
Apriti cielo: nemmeno il tempo di dare l'annuncio che dal prossimo anno i fan dovranno tifare Guardians che gli strali di Donald Trump si sono abbattuti sui responsabili della squadra, sulla Major League e sulla sinistra radicale accusata di voler cancellare la storia dell'America. «È una disgrazia, una vergogna, alla fine la gente non ne potrà più», le parole di rabbia dell'ex presidente, da sempre in guerra contro quella che definisce la 'cancel culture'. Con Joe Biden, neanche a dirlo, si apre l'ennesimo match a distanza, con la portavoce della Casa Bianca che fa sapere come il presidente in carica sostenga invece a pieno la scelta di Cleveland di cambiare il nome. Proprio come lo scorso anno fece Washington con la sua squadra di football americano, rinunciando allo storico appellativo di Redskins (pellerossa) e scatenando polemiche a non finire. Così la questione dell'appropriazione culturale indebita, così come quella della guerra alle statue degli eroi americani accusati di razzismo e schiavismo, torna al centro del confronto politico, candidandosi a diventare tema di scontro in vista delle elezioni di metà mandato del 2022.
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