La 'rivoluzione francese' anti Aukus non piace all'Ue
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BRUXELLES (Pars Today Italian) –– Il commissario europeo al mercato interno, il francese Thierry Breton, non trova ambiente fertile a Palazzo Berlaymont quando chiede di rimandare il Consiglio Ue-Usa per il commercio e la tecnologia, previsto per il 29 settembre a Pittsburgh in Pennsylvania.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 21, 2021 14:59 Europe/Rome
  • La 'rivoluzione francese' anti Aukus non piace all'Ue

BRUXELLES (Pars Today Italian) –– Il commissario europeo al mercato interno, il francese Thierry Breton, non trova ambiente fertile a Palazzo Berlaymont quando chiede di rimandare il Consiglio Ue-Usa per il commercio e la tecnologia, previsto per il 29 settembre a Pittsburgh in Pennsylvania.

Breton è il portatore di una richiesta dell’Eliseo, dove Emmanuel Macron freme per dare un benservito, possibilmente europeo e non solo francese, a Joe Biden, l’alleato che non ha avvertito né Parigi, né il resto delle capitali del vecchio continente prima di siglare l’alleanza Aukus con Inghilterra e Australia in funzione anti-cinese, provocando tensioni ma soprattutto portando il governo di Canberra a stracciare un contratto miliardario per la produzione di sottomarini con la Francia. Il punto è che il resto d’Europa non segue Macron e la sua voglia di ‘vendetta’ finalizzata a ristabilire lo status ferito del presidente, che per giunta è in campagna elettorale in vista delle presidenziali dell’anno prossimo. L’Ue si limita alle dichiarazioni di solidarietà dei ministri degli esteri europei, che fanno il punto con l’Alto Rappresentante per la politica estera Josep Borrell a New York, a margine dell’assemblea generale dell’Onu. Ma, al di là delle parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ieri a margine dell’assemblea generale dell’Onu a New York ha detto alla Cnn che “la Francia è stata trattata in modo inaccettabile” e che “con i nostri partner è necessario un chiarimento”, il resto dei leader europei osserva il silenzio. Nessuno si schiera pubblicamente al fianco della Francia, dove invece il governo da giorni rilascia dichiarazioni di fuoco contro Washington, gli australiani e anche i britannici. Non lo fa Angela Merkel, a pochi giorni dal voto di domenica prossima in Germania. Solo il ministro tedesco per gli Affari Europei Michael Roth definisce lo sgarbo sui sottomarini “un altro segnale d’allarme” per la sovranità dell’Europa che deve essere “rafforzata”.

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