Gazprom, Russia replica alle accuse Ue: assurde
Mosca - La società energetica statale russa Gazprom ha definito “assurde” le accuse mosse dall’Occidente
riguardo l’utilizzo del gas come strumento per esercitare pressioni sull’Unione Europea (UE).
A commentare gli ultimi sviluppi del mercato energetico è stato il capo della divisione contratti e prezzi di Gazprom Export, Sergey Komlev, in un articolo citato dal quotidiano finanziario russo Vedomosti. “Le consegne di gas […] hanno raggiunto i massimi storici e l’aumento principale è avvenuto rispetto alla quota degli acquirenti più rilevanti” ha riferito Komlev. Quest’ultimo ha altresì ricordato che i dati preliminari di fine luglio hanno mostrato come la società, a partire da gennaio, abbia prodotto 298,2 miliardi di metri cubi di gas. Si tratta del 18,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Altrettanto rilevante è sottolineare che le esportazioni sono aumentate del 23,3%. Analogamente, le forniture verso l’Occidente e verso i Paesi non membri della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) sono incrementate a 115,3 metri cubi di gas. Pertanto, ha dichiarato Komlev, “tali dati dimostrano le assurdità delle accuse mosse contro Gazprom”.
Komlev, fornendo ulteriori dettagli a sostegno della sua tesi, ha posto l’accento sul fatto che la Germania, nella prima metà del 2021, ha aumentato le importazioni di gas russo del 44%, arrivando fino a 28,9 miliardi di metri cubi di gas. Similmente, le consegne verso la Turchia e verso l’Italia sono triplicate, arrivando, rispettivamente, a 14,6 e a 11,4 miliardi di metri cubi di gas. L’esperto ha poi spiegato perché, secondo lui, la richiesta di gas nel mercato europeo ha subito un forte aumento nell’ultimo periodo. Le cause, ha riferito Komlev, sono da attribuire al clima e al cambiamento climatico perché, da gennaio a giugno, il consumo effettivo di gas in Europa è stato di 316 miliardi di metri cubi.
Qualche giorno prima, il 21 settembre, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) aveva esortato la Russia ad aumentare il livello delle forniture e a utilizzare appieno la capacità dei gasdotti a disposizione. Nel comunicato, l’ente ha però sottolineato che Mosca sta adempiendo ai suoi obblighi derivanti dai contratti a lungo termine con le sue controparti europee. Tuttavia, l’AIE ha sottolineato che, rispetto ai livelli del 2019, le forniture di gas verso il blocco sono diminuite. È per tale ragione che la Russia è stata esortata ad aumentare la disponibilità di gas in Europa, nonché a garantire che lo stoccaggio dei gasdotti sia sfruttato appieno in vista della prossima stagione invernale. “Si tratta anche di un’occasione per Mosca per dimostrarsi un partner affidabile per il mercato europeo”, si legge nel comunicato, mentre crescono i timori che il Cremlino intenda tenere sotto scacco l’UE attraverso il proprio gas.
Il mercato energetico europeo, nelle ultime settimane, ha registrato un forte aumento dei prezzi dell’elettricità, i quali hanno raggiunto i livelli più alti dell’ultimo decennio, superando i 100 euro per megawattora in molti mercati.
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