Ucraina sotto attacco: si svuotano le ambasciate, si riempiono gli arsenali
Una traduzione tragica della famosa favola di Pierino e il lupo. Tragica perché reale. Perché stavolta il grido “c’è la guerra” a Est non è l’invenzione di un piccolo bugiardo ma un drammatico work in progress.
La crisi ucraina peggiora nonostante i colloqui tra il segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Washington ha ordinato ‘consigliato’ alle famiglie dei propri diplomatici di lasciare l’Ucraina “a causa della persistente minaccia di un’operazione militare russa”. Il personale non essenziale, scrive il Dipartimento di stato, può lasciare l’ambasciata e i cittadini americani residenti in Ucraina “dovrebbero considerare ora” di lasciare il Paese. “La situazione della sicurezza, in particolare lungo i confini dell’Ucraina, nella Crimea occupata dalla Russia e nella Donetsk controllata dalla Russia, è imprevedibile e potrebbe deteriorarsi in qualsiasi momento” si legge nel comunicato del Dipartimento di Stato. L’ambasciata a Kiev resterà comunque aperta, hanno sottolineato al Dipartimento di Stato, e gli Stati uniti non vogliono disimpegnarsi dall’Ucraina. Il governo degli Stati Uniti teme anche che in Russia possano esserci ritorsioni verso i cittadini americani, per cui consiglia loro di evitare viaggi citando, in particolare, il rischio di “applicazione arbitraria delle leggi locali” da parte della polizia russa. La decisione non è stata condivisa dagli europei: “Il segretario di Stato americano, Tony Blinken, ci spiegherà le ragioni dell’annuncio del ritiro del personale americano. Noi non faremo lo stesso perché non ne vediamo il motivo”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri che si tiene oggi e al quale dovrebbe partecipare anche il segretario di Stati Usa, Antony Blinken. “I negoziati vanno avanti, non vedo perché ce ne dobbiamo andare. Il personale Ue resterà in Ucraina a meno che Blinken non ci dia ragioni per una scelta diversa”, ha aggiunto. Intanto il presidente Joe Biden ha esaminato la possibilità di inviare fino a cinquemila soldati nel Baltico e nell’est Europa. Lo riportano vari media americani. Biden ne ha parlato a Camp David con i suoi consiglieri. Al vertice hanno partecipato, in remoto, oltre a vari alti ufficiali, il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il capo di Stato maggiore generale Mark Milley. Una delle ipotesi prevede l’invio tra mille e cinquemila soldati. Una decisione in merito verrò presa da Biden forse già oggi, lunedì. L’Ucraina “continuerà” a smantellare ogni struttura o gruppo filo-Russia: lo ha detto la presidenza a Kiev dopo le accuse britanniche a Mosca, che starebbe pianificando di installare un governo filorusso al posto dell’attuale dirigenza ucraina. “Il nostro Stato continuerà nella sua politica di smantellamento di qualsiasi struttura oligarchica e politica che possa aprire la strada alla destabilizzazione dell’Ucraina e sia complice con gli occupanti russi”, ha dichiarato Mykhailo Podoliak, consigliere della presidenza ucraina. Il Foreign Office britannico in un comunicato ha anche additato come futuro “potenziale candidato” premier di Mosca nella vicina repubblica ex sovietica “l’ex deputato ucraino Yevhen Murayev”. Lo stesso Murayev ha scritto in un post su Facebook: “Il tempo dei politici filo-occidentali e filo-russi in Ucraina è finito per sempre”. Il partito Nashi di Murayev, il cui nome riecheggia l’ex vasto movimento giovanile russo che ha sostenuto il presidente Vladimir Putin, è considerato vicino a Mosca, ma il leader ha respinto questa affermazione. Poco prima che la dichiarazione britannica fosse resa pubblica, Murayev ha pubblicato la sua faccia sovrapposta alla locandina di un film di James Bond e il commento “Dettagli domani”. E ad Associated press bolla come “ridicole” le accuse della Gran Bretagna, sottolineando che gli è “vietato l’ingresso in Russia”. Mosca ha respinto con forza le accuse di Londra: “Chiediamo al ministero degli Esteri di smetterla di diffondere assurdità”, ha twittato il ministero degli Esteri russo. Gli Stati Uniti valutano le accuse britanniche “profondamente preoccupanti”, ha affermato sabato la Casa Bianca. “Il popolo ucraino ha il diritto sovrano di determinare il proprio futuro e noi siamo con i nostri partner democraticamente eletti in Ucraina”, ha affermato la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Emily Horn. Quanto all’eventualità di un’invasione militare, il segretario di stato americanoAnthony Blinken, intervenendo alla Cnn, ha oggi ribadito che “se la Russia aggredirà l’Ucraina ci sarà una risposta dura degli Stati Uniti e di tutti i suoi alleati europei. Qui in gioco c’è la difesa dei principi che sono alla base del diritto internazionale e non possiamo transigere”. Rispondendo a una domanda sul rifiuto di Berlino di sostenere Kiev con la fornitura di armi, Blinken ha anche assicurato che non c’è alcun dubbio “sulla determinazione della Germania contro la Russia e nel tenere unito il fronte della Nato nell’affrontare la crisi ai confini dell’Ucraina”. I negoziati a Ginevra tra Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavorv non hanno portato ad alcun punto di svolta. Mosca ha chiesto, oltre al divieto di ingresso di Kiev nella Nato, anche il ritiro delle truppe dell’Alleanza atlantica dalla Bulgaria e dalla Romania. Richiesta che è stata successivamente respinta sia dalla Nato che da Sofia e Bucarest. Nei negoziati diplomatici si sta inserendo anche Londra. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha accettato l’invito a incontrare il segretario della Difesa britannico Ben Wallace per un confronto sulle tensioni. Wallace aveva chiesto all’omologo di incontrarsi a Londra all’inizio della settimana. Ma Shoigu gli ha proposto di vedersi Mosca, poiché l’ultimo bilaterale sulla difesa tra i due Paesi si è svolto nella capitale britannica nel 2013.
Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
E il sito: Urmedium