Russia: contro-sanzioni potrebbero “far male all’Occidente”
La Russia potrebbe, “se volesse”, replicare alle sanzioni occidentali con delle “contro-sanzioni” capaci di incidere pesantemente sulle economie di quei Paesi.
Lo scrive il sito del quotidiano “Pravda”, riportando le opinioni di alcuni analisti economici russi. Il sito stila “una lista” di alcune ipotetiche sanzioni applicabili, che riguardano per lo più materie prime che vengono esportate da Mosca. Il sito precisa che la prima sanzione sarebbe naturalmente l’interruzione delle forniture di gas all’Europa. “Senza il nostro petrolio l’Europa, pur a malincuore, vivrà. Con il gas la situazione è diversa. Circa un terzo del mercato europeo del gas cade sulla Russia. L’Europa semplicemente non può farne a meno”, scrive l’articolo. “L’Europa dipende completamente dal nostro gas. Non sarà in grado di resistere alla cessazione delle forniture di gas”, ha detto l’economista Andrey Movchan a “Pravda”. La seconda sanzione potrebbe riguardare l’esportazione di titanio dalla Russia verso Europa e Stati Uniti. “Motori e altri componenti per l’aviazione sono realizzati con questo metallo. Boeing acquista un terzo del titanio in Russia, Airbus due terzi. La terza sanzione potrebbe riguardare le esportazioni del palladio russo, che ha una quota nel mercato mondiale di circa il 50 per cento. Ne vengono ricavate parti per aeroplani, automobili, laptop, cellulari e altre apparecchiature. “Se smettiamo di vendere palladio all’Occidente e, allo stesso tempo, ai giapponesi, il prezzo delle apparecchiature aumenterà inevitabilmente e alcuni produttori falliranno. L'ultima sanzione potrebbe prevedere l’allontanamento delle aziende occidentali dalla Russia ”, scrive l’articolo.
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