America e armi biologiche in Ucraina
Mosca (Pars Today italian) - Come provato dai documenti ritrovati e pubblicati dall’esercito russo, subito dopo il lancio dell’operazione speciale di Mosca in Ucraina ...
i laboratori hanno ricevuto l’ordine di distruggere tutto il materiale in loro possesso, ufficialmente per evitare che questo finisse nelle mani della Russia. Ad esempio, il documento che ordina la distruzione di tutti i campioni presenti nel laboratorio di Charkiv data del 25 febbraio, ovvero un giorno dopo il lancio dell’operazione speciale russa, ma un altro documento riguarda addirittura il laboratorio di L’viv, nell’estremo ovest del Paese, ben distante dall’attuale fronte. Perché tutta questa fretta?
Il laboratorio di Charkiv indica la distruzione di campioni di ben sedici batteri differenti ,il laboratorio di L’viv, dove ufficialmente venivano studiati agenti patogeni pericolosissimi, come quelli che provocano peste, antrace e brucellosi. Secondo le informazioni del ministero della Difesa russo, a Leopoli sono state distrutte 232 scatole contenenti l’agente patogeno della leptospirosi, 30 della tularemia, 10 della brucellosi e cinque della peste. Resta poi da capire cosa contengono gli altri circa trenta laboratori di questo tipo presenti sul territorio ucraino, ma interamente gestiti dall’esercito statunitense attraverso l’agenzia militare DTRA (Defense Threat Reduction Agency).
Igor Kirillov, capo delle truppe russe di protezione NRBC (nucleare, radiologica, biologica e chimica) ha fatto notare che, dalla ripresa del progetto statunitense in Ucraina dopo il colpo di Stato del 2014, il Paese ha registrato l’aumento incontrollabile dell’incidenza di infezioni come rosolia, difterite e tubercolosi, mentre l’Ucraina ha addirittura raggiunto la seconda posizione tra i Paesi maggiormente colpiti dal morbillo in tutto il mondo, alle spalle solamente del Madagascar, con statistiche neppure comparabili a quelle degli altri Paesi europei.
In tutto gli Stati Uniti avrebbero speso oltre 200 milioni di dollari per portare avanti questi progetti in Ucraina, ma anche alcuni Stati europei, come la Germania, avrebbero preso parte a studi simili.
Sempre in base a quanto dichiarato dallo stesso Kirillov, la fretta con cui l’Ucraina ha lanciato la distruzione di tutti i ceppi di agenti patogeni in questi laboratori biologici americani risulta alquanto sospetta, e potrebbe indicare che in quei laboratori si svolgevano studi contrari alle convenzioni internazionali, al fine di rafforzare gli agenti patogeni e di renderli più facilmente trasmissibili alla popolazione di etnia slava. Inoltre, il fatto che i laboratori si trovassero in territorio ucraino avrebbe sollevato giuridicamente dalle proprie responsabilità il governo degli Stati Uniti d’America.
“Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti controlla 336 laboratori biologici in 30 Paesi con il pretesto di lavorare insieme per ridurre i rischi di biosicurezza e rafforzare la salute pubblica globale. Avete sentito bene, 336“, ha sottolineato. Tuttavia, gli USA non hanno fornito alcuna risposta, né hanno aperto le porte di almeno uno dei propri 336 laboratori agli esperti internazionali.
Secondo il Ministero della Difesa di Mosca, lo scorso 9 marzo il gruppo terroristico neonazista noto come battaglione Azov avrebbe consegnato circa 80 tonnellate di ammoniaca ad un villaggio situato a nord-ovest di Charkiv.
Secondo Victoria Nuland, costei ha anche aggiunto di essere “al 100% sicura che, se ci sarà un attacco biologico, sarà colpa della Russia”. Una dichiarazione del genere sembra quasi un mettere le mani avanti per preparare l’opinione pubblica ad una sceneggiata simile a quelle che abbiamo visto in Siria: un falso attacco chimico per accusare il nemico di turno. Un attacco chimico o biologico, vero o presunto, verrebbe certamente utilizzato dai media occidentali per accusare Vladimir Putin di essere il nuovo Hitler, proprio come fatto in passato con Bashar al-Assad.
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