Trump e la sentenza sull'assalto a Capitol Hill: analisi
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WASHINGTON - Il fatto che un giudice di un tribunale di un cosiddetto paese “democratico” ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 01, 2022 19:15 Europe/Rome
  • Trump e la sentenza sull'assalto a Capitol Hill: analisi

WASHINGTON - Il fatto che un giudice di un tribunale di un cosiddetto paese “democratico” ...

scrive nero su bianco in una sentenza che l’autorità esecutiva più alta di quello stesso paese ha cospirato per rovesciare l’ordine costituzionale dovrebbe rappresentare un evento niente meno che sensazionale. Se però questo paese è l’America, dove ciò è effettivamente accaduto nei giorni scorsi, le conseguenze possono essere tutt’al più trascurabili. Le circostanze sono ovviamente quelle dell’assalto al Congresso di Washington del 6 gennaio 2021, della cui responsabilità le prove emerse sono sempre più schiaccianti nei confronti di Donald Trump. Al dipartimento di Giustizia, organo dell’amministrazione Biden, continua tuttavia a esserci poco o nessun interesse per una possibile incriminazione dell’ex presidente repubblicano o dei suoi più stretti collaboratori.

L’accusa virtualmente senza precedenti contro un presidente degli Stati Uniti è arrivata lunedì dal giudice federale californiano David Carter nel quadro di un procedimento intentato dallo stesso Trump. Quest’ultimo aveva fatto causa contro la speciale commissione della Camera dei Rappresentanti che indaga sui fatti del 6 gennaio, la quale aveva ordinato la consegna della corrispondenza intrattenuta in quel periodo da John Eastman, uno dei legali dell’allora presidente.

Il giudice Carter ha confermato la legittimità della richiesta del Congresso per quasi tutte le e-mail in questione, respingendo la tesi con fragilissime fondamenta legali degli avvocati di Trump che si appellavano al cosiddetto “privilegio esecutivo”. L’aspetto più significativo del verdetto è in ogni caso il riassunto di quanto accaduto a Washington quasi quindici mesi fa. Scrive Carter: “John Eastman e il presidente Trump avevano lanciato una campagna per ribaltare un’elezione democratica, vale a dire un atto senza precedenti nella storia americana”.

Le manovre per raggiungere questo scopo non consistevano soltanto nella produzione di teorie (pseudo-)legali volte a giustificare le mire golpiste, di cui appunto Eastman, in qualità di docente di legge, era l’autore principale. “Il piano”, prosegue il giudice federale, “incoraggiava anche un attacco violento contro la sede del nostro governo” e “ha causato la morte di diversi agenti di polizia, aggravando il senso di sfiducia degli americani nei confronti del nostro sistema politico”.

In un’approfondita analisi della sentenza, il blog americano Lawfare ha spiegato che le parole del giudice Carter lasciano la corretta impressione che “gli eventi che ebbero luogo nel periodo tra la sconfitta di Trump [nel novembre 2020] e la certificazione da parte del Congresso della vittoria di Biden il 6 gennaio [2021]” abbiano visto il dispiegarsi di uno “sforzo estremo di un presidente uscente per rimanere al potere nel totale disprezzo della legge e con metodi incostituzionali, inclusa la violenza diretta contro un ramo del governo”. Nello stesso articolo si afferma inoltre che “nemmeno dopo il Watergate venne prodotto un documento” legale in grado di demolire con tale efficacia “l’onore e la condotta” di un presidente, in quel caso di Richard Nixon.

Sempre nel testo della sentenza di questa settimana si legge che, “se il piano di Eastman e Trump fosse andato a buon fine, avrebbe messo fine per sempre al pacifico trasferimento del potere, indebolendo la democrazia americana e la Costituzione”. Per questa ragione, prosegue il giudice Carter, “se il paese non si impegna a indagare e a perseguire i responsabili, questa corte teme che i fatti del 6 gennaio [2021] finiranno per ripetersi”.

 

 

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