Elezioni in Serbia e Ungheria: vincono candidati vicini a Putin
BUDAPEST - Sia in Ungheria, sia in Serbia, rispettivamente il partito conservatore-nazionalista ...
Fidesz e il Partito progressista (SNS) nazional-conservatore, hanno vinto le elezioni legislative del 3 aprile, ricordando al presidente russo, Vladimir Putin, che ha ancora alcuni amici a Ovest.La vittoria più significativa è stata quella del primo ministro ungherese, Viktor Orban, e del suo partito nazionalista Fidesz.
L’Ungheria è membro sia dell’Unione europea (UE), sia della NATO, il che, per la CNN, significa che Putin può affermare di avere un amico in due delle “istituzioni più odiate” da Mosca. Durante il suo discorso di vittoria, Orban si è rivolto non solo all’UE ma anche all’Ucraina: “Abbiamo ottenuto una vittoria così grande, che può essere vista anche dalla Luna […], ma è sicuro che si vede da Bruxelles”. Orban ha poi aggiunto: “Fidesz ricorderà questa vittoria fino alla fine della nostra vita perché abbiamo dovuto combattere contro un enorme quantità di oppositori.” Nell’elenco di oppositori ha nominato i burocrati di Bruxelles, i media internazionali e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo ha criticato direttamente Orban per non aver sostenuto l’Ucraina con entusiasmo come molti dei suoi omologhi europei nelle ultime settimane. Putin, intanto, si è affrettato a congratularsi con Orban per la sua vittoria.
Tuttavia in pochi credono che quella di Orban rappresenterà qualcosa di più di una vittoria simbolica e farà ben poco per influenzare la determinazione dell’UE nei confronti dell’Ucraina. Il risultato elettorale in Ungheria era atteso e l’UE ha lavorato per anni intorno alla leadership di Orban. Nonostante iniziali esitazioni, Orban ha assecondato le sanzioni dell’UE contro la Russia ed è stato ampiamente in linea con il resto dell’alleanza occidentale. Il principale ostacolo dell’Ungheria in termini di sostegno all’Ucraina è stata la riluttanza di Orban a lasciare che le armi fluissero attraverso il suo Paese per arrivare alle truppe ucraine. L’Ungheria è anche uno tra i principali ostacoli ai colloqui dell’UE sul divieto delle importazioni di energia dalla Russia. Tra il 2 e il 3 aprile, la Germania ha affermato che il blocco aveva bisogno di discutere un divieto del gas russo dopo le segnalazioni di crimini di guerra commessi in Ucraina, una mossa che Orban ha ripetutamente escluso.La posizione ungherese rispetto al conflitto in Ucraina ha infastidito il suo alleato chiave, la Polonia, che CNN ha definito “l’altro grande trasgressore dello stato di diritto in Europa”, che ha usato i suoi poteri di veto per proteggere Orban dalle punizioni dell’UE numerose volte negli ultimi anni. L’Ungheria si è allontanata dai valori dell’UE sullo stato di diritto e sui diritti umani, reprimendo le istituzioni culturali e la libertà di stampa. La maggior parte dei tentativi di punire l’Ungheria a livello europeo sono però falliti, anche perché un’azione significativa richiederebbe a tutti gli Stati membri dell’UE di concordare in una votazione.Polonia e Ungheria hanno recentemente stretto una sorta di patto, entrambi esercitando il loro potere di veto per proteggere l’altro. Tuttavia, la Polonia è anche uno tra gli Stati che si oppongono maggiormente alla Russia nell’UE e non è ancora chiaro come ciò influirà sull’asse Polonia-Ungheria una volta finita la guerra.
La situazione sarebbe molto diversa in Serbia, in quanto il Paese non è un membro dell’UE o della NATO e, attualmente, sta attraversando il processo di adesione all’UE, con negoziati che dovrebbero concludersi nei prossimi due anni. Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, che ha vinto le elezioni del 3 aprile, è stato messo in una posizione difficile dall’invasione russa dell’Ucraina. Per anni, il leader serbo ha cercato di bilanciare il mantenimento di forti legami diplomatici ed economici con la Russia con l’avvicinamento all’asse occidentale che avrebbe avvenire con la piena adesione all’UE.La Serbia dipende quasi interamente dal gas russo e il suo esercito mantiene legami con l’esercito russo. Sebbene la Serbia abbia appoggiato due risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano l’invasione russa dell’Ucraina, la Nazione si è rifiutata di imporre sanzioni contro Mosca. Il Cremlino sostiene anche l’opposizione di Belgrado all’indipendenza del Kosovo, bloccandone l’adesione alle Nazioni Unite.
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