Pakistan, l’ex premier Imran Khan: grande marcia su Islamabad
ISLAMABAD - L’ex premier pakistano avverte il governo pakistano di indire nuove elezioni nei prossimi sei giorni.
La crisi costituzionale e politica in Pakistan sta raggiungendo nelle ultime ore il suo apice più tragico. L’ex premier Imran Khan, che ha perso la sua maggioranza lo scorso 10 aprile (con gli USA dietro le quinte) cedendo la guida del paese al conservatore Shehbaz Sharif, ha lanciato un ultimatum avvertendo il governo pakistano di indire “nuove elezioni nei prossimi sei giorni” minacciando di “marciare sulla capitale Islamabad insieme a milioni di persone”.
Khan ha infatti già annullato una marcia in programma per il 26 maggio di migliaia di sostenitori del suo partito, Pakistan Tehreek-e-Insaf (Pti), che si erano radunati davanti al Parlamento, provenienti da diverse parti del Paese, in particolare dalle province di Khyber Pakhtunkhwa e Punjab, disperdendo pacificamente la folla in attesa della risposta al suo ultimatum.
Secondo Khan infatti, la caduta del suo esecutivo è stata il risultato di un “complotto che ha legami con l’estero”, accusando gli Stati Uniti di cospirare contro di lui e il suo partito in quanto non allineato alla posizione politica dell’Occidente sulla guerra in Ucraina e quindi giudicato troppo vicino alla Russia di Putin. Khan, già il giorno della sua sfiducia in Parlamento, aveva infatti chiesto elezioni anticipate a dimostrazione della sua legittimità a governare il Paese.
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