USA, violazioni dei diritti umani attraverso le immagini - 2
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- L'America da sempre un paese che scatena guerra commette crimini, viola i diritti umani, organizza le golpe ... ai danni di altre nazioni.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 03, 2022 16:34 Europe/Rome
  • USA, violazioni dei diritti umani attraverso le immagini - 2

- L'America da sempre un paese che scatena guerra commette crimini, viola i diritti umani, organizza le golpe ... ai danni di altre nazioni.

La macchina da guerra degli USA uccide ogni giorno bambini, donne, giovani, anziani in tutto il mondo.

Questo comportamento degli Stati Uniti che ha creato i sentimenti di odio e rabbia presso l'opinione pubblica mondiale. 

Sono innumerevoli le atrocità che furono commesse in Vietnam da parte degli Stati Uniti. In queste pagine cercheremo di offrire al lettore una rassegna abbastanza indicativa che tuttavia non può essere esaustivo ma sufficiente perché il lettore si renda conto che la guerra teorizzata dai manuali di scienze strategiche e nelle asettiche aule universitarie e dei centri di ricerca è una cosa la guerra reale è tutt’altra cosa. Il testo al quale faremo riferimento è quello di Nick Turse autore del saggio “Così era il Vietnam. Spara a tutto ciò che si muove” (Piemme,2015). Partendo dai risultati posti in essere sia dalla Scuola di medicina di Harvard che dall’Istituto di medicina della Università di Washington le vittime complessive durante la guerra del Vietnam furono di tre milioni dei quali due tra la popolazioei civile.

Il saggio del giornalista americano non si basa solo sui documenti segreti che vennero prodotti dal Vietnam War Crimes Working Group ma anche su numerose interviste fatte da Turse ai reduci del Vietnam. Naturalmente gran parte degli atti processuali o delle indagini che vennero condotte dall’ esercito e dai marines sui crimini di guerra commessi durante la guerra del Vietnam sono scomparsi.

Questo saggio dovrebbe essere letto in parallelo alle inchieste che furono fatte a partire dall’articolo di Norman Poirier dal titolo “Un’atrocità americana” pubblicato su “Esquire”, a partire dal resoconto di Daniel Lang sul Times nell’ottobre del 1969 intitolato “Vittime di guerra “ e infine dalle inchieste sugli avvenimenti di My Lai pubblicati da Seymour Hersch nel 1969.

Inutili furono i tentativi di insabbiamento da parte dei vertici politici e militari americani come dimostra chiaramente l’esito fallimentare della task force – nota come Cowin – voluta dal generale Westmoreland. Ma fu certamente l’Associazione dei reduci di guerra che arrivò a contare circa 10.000 membri all’inizio degli anni ‘70 che ebbe modo di rivelare le atrocità commesse durante la guerra del Vietnam. Quando nel marzo del 1971 sul Times apparve il saggio di Neil Sheehan – un ex reduce dell’esercito che aveva trascorso tre anni come corrispondente di guerra nel sud-est asiatico – con un titolo choc ma significativo: “Dobbiamo celebrare i processi sui crimini di guerra?” e Daniel Ellsberg pubblicò i Pentagon Papers le responsabilità dei vertici politici e militari furono chiare . Come ebbe modo di sottolineare la Commissione internazionale di inchiesta sui crimini statunitense in Indocina che si riunì a Oslo nel 1971: “i crimini commessi in Indocina non sono il risultato di azioni di singoli soldati ufficiali ma sono la conseguenza delle strategie a lungo termine portata avanti dagli Stati Uniti nel sud-est asiatico, e il fardello della responsabilità deve essere addossato principalmente su chi ha deliberato tali decisioni“.

 

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