USA, visita Biden in Arabia: il petrolio oltre i diritti umani
RIYADH - Si è appena concluso l’incontro in Arabia Saudita tra il presidente USA Joe Biden e il principe ereditario Mohammed bin Salman.
In un clima sociale ed economico delicato nell’impero a stelle e strisce, l’inquilino della Casa Bianca è volato in Palestina occupata mercoledì scorso, ma la tappa saudita - cominciata sabato -, è stata quella piu' importante con l’energia come il tema principale dei colloqui volti ad incrementare la produzione di petrolio per fare fronte all’aumento del prezzo che deriverebbe dal bando già deciso da USA e Ue per quello russo. Infatti, l’accordo Opec+ che include Mosca scadrà a settembre.
Lo stesso Biden ha sostenuto che la sua visita di ieri e oggi in Arabia Saudita è qualcosa di più del semplice dialogo finalizzato a garantire impegni per l’ulteriore fornitura di petrolio. Per gli americani è una vera e propria urgenza. Perché, di qua come al di là dell’oceano, i prezzi del carburante sono sempre più insostenibili (5 dollari al gallone il mese scorso, in Usa).
L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti detengono poco meno di 2,5 milioni di barili al giorno di capacità di greggio di riserva, numeri che parlano da soli in termini di rilevanza energetica. Eppure, in ambito Opec+ proprio l’Arabia sta assumendo una postura sempre più prudente. La capacità di greggio sta diminuendo e quindi occorre frenarne l’elargizione, sostiene.
In ballo, c’è la stabilità del gruppo: vero fattore del suo successo da aprile 2020. Ma nel mentre il contesto è quello che è, c’è una emergenza mondiale e serve tamponare le esigenze dell’oggi.
Infatti, a guardare dall’altro capo del mondo c’è la Russia. Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha commentato la visita del presidente degli Stati Uniti. “Speriamo certamente che la costruzione e lo sviluppo delle relazioni tra Riyadh e le altre capitali mondiali non siano in alcun modo diretti contro di noi”, ha detto. “Apprezziamo molto il lavoro che stiamo facendo con i nostri partner, compresi i principali partner come l’Arabia Saudita”.
Nel botta e risposta sulla guerra centra anche il petrolio. “L’Opec ha la capacità di aumentare la produzione di petrolio greggio”, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan all’inizio di questa settimana. “Crediamo che ci sia la capacità di ulteriori passi che potrebbero essere intrapresi”.
Ma, come riporta Oilprice, gli analisti sposano la tesi della prudenza di Arabia ed Emirati. Che, dicono, non possono pompare troppo petrolio greggio al di sopra dei livelli attuali per un periodo sostenibile. Il tiro alla fune può continuare, anche sul petrolio.
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