USA, democratici e repubblicani divisi su aumento aiuti militari all'Ucraina
WASHINGTON - Se i repubblicani riusciranno a ottenere la maggioranza del Senato, si concentreranno sull'invio ...
di più armi e sull'aumento degli aiuti finanziari all'Ucraina. Lo ha affermato il leader della minoranza repubblicana della Camera, Kevin McCarthy. "I repubblicani continueranno anche i loro sforzi per ricostruire e modernizzare l'esercito americano, oltre a confrontarsi con i paesi nemici degli USA tra cui l'Iran e la Russia, e rafforzare il potere militare americano in Asia.
McCarthy qualche giorno fa ha dichiarato che l’approvazione di ulteriori aiuti per l’Ucraina sarà difficile in futuro, nel caso in cui il suo partito dovesse vincere le elezioni di metà mandato – un risultato previsto dagli attuali sondaggi – che si terranno martedì 8 novembreMcCarthy, deputato californiano e in predicato di diventare il nuovo Speaker della Camera al posto della democratica Nancy Pelosi – forse quest’ultima in direzione dell’ambasciata americana a Roma -, ha infatti dichiarato a Punchbowl News:
Penso che la gente si troverà in una situazione di recessione e non scriverà un assegno in bianco sull’Ucraina. […] Semplicemente non lo faranno. Non è un assegno in bianco gratuito.
Anche se “l’Ucraina è importante”, ha aggiunto McCarthy, le preoccupazioni del Partito Repubblicano sul confine e su altre politiche interne hanno il loro peso.
Nonostante lo “sconcerto” dei funzionari ucraini, espresso da David Arakhamia, capo del partito del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy in parlamento – “siamo rimasti scioccati nel sentire questi commenti da McCarthy, onestamente” -, queste dichiarazioni mettono a nudo le divisioni dei repubblicani tra coloro che chiedono aiuti più consistenti all’Ucraina e una parte scettica nel continuare a sborsare miliardi di dollari per Kiev.
Queste divisioni potrebbero creare non pochi problemi al presidente democratico Joe Biden per continuare in futuro a finanziare l’afflusso di attrezzature militari statunitensi in Ucraina, qualora i democratici dovessero perdere il controllo di una delle due camere del Congresso. Già a maggio il pacchetto di quaranta miliardi di dollari di aiuti all’Ucraina aveva diviso i repubblicani. Alla Camera, 57 repubblicani avevano votato no, mentre 149 avevano votato con la maggioranza democratica; al Senato, unidici repubblicani avevano votato no, mentre 39 avevano votato con i democratici.
A novembre le cose potrebbero complicarsi. Non è chiaro infatti dove i nuovi deputati eletti potrebbero collocarsi sulla questione. Ma la dichiarazione di McCarthy, che è considerato un mediatore tra l’ala trumpiana e quella istituzionale, indica che queste posizioni stanno prendendo piede dentro il partito. E che da un punto di vista elettorale funzionano, complici anche l’inflazione che cresce, il rallentamento dell’economia e i sondaggi che indicano che sempre meno repubblicani credono che gli Stati Uniti abbiano la responsabilità di proteggere l’Ucraina.
Uno scontro interno ai repubblicani anche in vista delle presidenziali del 2024. Non è un caso che l’ex vicepresidente Mike Pence, che aspira a raccogliere la candidatura repubblicana al posto del favorito Trump, abbia risposto a McCarthy in un discorso alla Heritage Foundation che gli Stati Uniti devono invece “continuare a fornire all’Ucraina le risorse per difendersi”:
Dobbiamo continuare a esercitare la pressione economica della più potente economia del mondo sulla Russia e dobbiamo continuare a fornire la generosità, la compassione e le preghiere del popolo americano fino a quando la Russia non cederà e fino a quando la pace non sarà ristabilita.
Posizione non dissimile quella di altri esponenti dell’establishment repubblicano, favorevoli all’assistenza all’Ucraina, pur richiedendo una maggiore supervisione. Come il leader della minoranza repubblicana al Senato Mitch McConnell che ha dichiarato che gli Stati Uniti devono inviare a Kiev armi migliori (e con una gittata in grado di colpire all’interno della Russia).
Alla Camera però anche i numeri due e tre dei repubblicani – il capogruppo di minoranza Steve Scalise e la presidente della conferenza Elise Stefanik – non si sono impegnati a mantenere gli aiuti se i repubblicani dovessero prendere il controllo della Camera, anche se entrambi hanno votato a favore degli aiuti in passato. Secondo i leader repubblicani alla Camera infatti meriterebbe più attenzione il ruolo della Cina nell’Indo-Pacifico:
La Cina si sta muovendo in modo molto aggressivo per costruire una flotta navale, e in questo momento la nostra flotta navale è in declino.
Una posizione che al Senato ha espresso Josh Hawley, senatore del Missouri e uno dei senatori che si oppose alla certificazione della vittoria di Joe Biden, guidando gli sforzi del Senato per rovesciare il conteggio dei voti del Collegio elettorale, e che sostiene che le elezioni presidenziali del 2020 siano state rubate. Anche Hawley, che ha votato contro gli aiuti all’Ucraina, ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero aumentare la loro presenza militare nel Pacifico e che l’attuale flusso di aiuti fa parte del “progetto di nation-building” dell’Ucraina dell’amministrazione Biden.
Altri repubblicani che si sono opposti e che si oppongono agli aiuti all’Ucraina sostengono invece che il denaro sarebbe meglio se fosse speso in patria. Per esempio il deputato Roger Williams del Texas ha votato contro l’ultimo pacchetto di aiuti perché ritiene che così facendo si stia impoverendo le forze armate statunitensi e che quei fondi sarebbero più utili al confine meridionale, per difendere la sovranità dell’America. Anche il senatore Rand Paul del Kentucky ha sottolineato la sua opposizione a precedenti e ulteriori round di aiuti all’Ucraina, citando le inondazioni e i tornado che il suo stato ha dovuto affrontare quest’anno. Posizioni sui soldi che sarebbe meglio spendere negli Stati Uniti che sono state riprese da McCarthy.
Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium