Gas, l'autolesionismo europeo, prima Russia, ora Qatar
BRUXELLES (pars Today Italian) - Occorre ammettere che le classi dirigenti europee hanno una abilità speciale nell’ infilarsi in un vicolo cieco dopo l’altro.
Prima adottano della sanzioni autolesioniste alla Russia, adesso stanno mettendo in sollecitazione le relazioni appena avviate con un fornitore di gas sostitutivo della Russia.
L’unico terreno sul quale si sono mosse con solerzia è stato quello dell’acquisto di gas liquefatto dagli Stati Uniti ad un prezzo superiore di diverse volte al gas in gasdotto che arrivava dalla Russia.
I guai della miopia europea questa volta vengono dal Paese che ha appena ospitato i Mondiali di calcio. Le misure prese dal Parlamento europeo contro il Qatar, a cui è stato revocato l’accesso all’assemblea in relazione a un presunto caso di corruzione, “avranno un impatto negativo sulle relazioni con l’emirato del Golfo Persico e i rifornimenti globali di gas”. La nota, che suona come monito, è arrivata da fonti diplomatiche di Doha.
Secondo il New York Times, il Qatar sta diventando l’Arabia Saudita del gas, un fornitore di energia indispensabile con vaste riserve e costi molto bassi. “Il Qatar è in una posizione migliore di chiunque altro per trarre vantaggio dalla situazione in Europa”, ha dichiarato Chakib Khelil, ex presidente dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio ed ex ministro dell’energia algerino. “I concorrenti del Qatar sono bloccati da problemi politici, come la Libia, oppure, come la Nigeria o l’Algeria, non hanno le risorse per fornire i volumi aggiuntivi necessari”.
Il Qatar da tempo è diventato un grande esportatore di gas verso i Paesi asiatici, e in questi mesi di guerra in Ucraina si era detto pronto a diventare una fonte energetica fondamentale per l’Europa che ha fermato le forniture dalla Russia. Oltre che con l’Italia e il Belgio, il Qatar ha negoziato un accordo di 15 anni per la fornitura di gas alla Germania, alla quale fornirà due milioni di tonnellate di gas all’anno, non certo sufficienti per sostituire quello russo.
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