Lo show dell’ex comico alla Casa Bianca
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WASHINGTON - Quella che è stata definita la prima visita “conosciuta” all’estero del presidente ucraino Zelensky dall’inizio delle operazione speciale militare della Russia, ...
(last modified 2025-11-02T07:43:40+00:00 )
Dic 24, 2022 08:24 Europe/Rome
  • Lo show dell’ex comico alla Casa Bianca

WASHINGTON - Quella che è stata definita la prima visita “conosciuta” all’estero del presidente ucraino Zelensky dall’inizio delle operazione speciale militare della Russia, ...

è apparsa in primo luogo come un’esibizione attentamente studiata per imprimere nella mente del pubblico americano la sorta di simbiosi venutasi a creare tra Washington e Kiev. In altre parole, la promozione della causa ucraina da parte di tutto l’apparato istituzionale degli Stati Uniti ha come scopo primario quello di innalzare la lotta del regime di Zelensky a priorità assoluta del governo USA, soprattutto in previsione di una ulteriore escalation del confronto con Mosca.

Ad accompagnare questo processo è stata appunto la presenza inevitabile nei palazzi del potere di Washington del presidente-eroe in abiti militari. Un’immagine, quella di Zelensky, che non ha però potuto nascondere più di tanto il senso ultimo della visita e del suo discorso, ovvero di implorare altri aiuti – in dollari e armi – a un Occidente sull’orlo del baratro economico da destinare a una guerra impossibile da vincere.

L’aspetto forse più preoccpuante dell’intera farsa è stata la promessa-invito di Zelensky a proseguire nel conflitto fino alla “vittoria assoluta” sulla Russia. Un’invocazione, come altri passaggi del discorso di mercoledì, accolta dall’ovazione dei membri del Congresso riuniti nell’aula della Camera dei Rappresentanti, evidentemente senza il minimo scrupolo per le conseguenze che essa comporterebbe. L’andamento della guerra sta cioè segnando la distruzione delle forze armate ucraine, così che anche il solo tentativo di sconfiggere la Russia sul campo richiederebbe un massiccio intervento diretto degli Stati Uniti e della NATO, con buone probabilità di sfociare in una conflagrazione nucleare.

La celebrazione di Zelensky è avvenuta in parallelo all’annuncio di un nuovo stanziamento di 1,85 miliardi di dollari di equipaggiamenti militari all’Ucraina. In quest’ultima tranche sono inclusi, come anticipato nei giorni scorsi dalla stampa, batterie di missili anti-aerei Patriot, di fatto le armi più potenti in dotazione finora di Kiev e teoricamente in grado non tanto di contrastare in maniera efficace i missili russi, quanto di colpire bersagli in territorio russo. Un ulteriore obiettivo della visita a Washington è l’invito fatto al Congresso per approvare in fretta il prossimo bilancio federale che include altri 45 miliardi di dollari da destinare all’Ucraina nel 2023.

Attraverso lo show di mercoledì, la Casa Bianca punta inoltre a convincere la maggioranza repubblicana entrante alla Camera a proseguire con gli stanziamenti a pioggia a favore dell’Ucraina, superando la resistenza dell’ala ultra-conservatrice del partito. Se, infatti, l’intervento di Zelensky e l’isteria anti-russa hanno raccolto consensi bipartisan a Washington, i repubblicani riconducibili alla fazione trumpiana si sono lamentati apertamente per il buco nero rappresentato dall’impegno finanziario e militare garantito dagli Stati Uniti al regime di Kiev.

 

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