L'ultimo tentativo di democratici per affondare la campagna di Trump
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WASHINGTON - L’ex presidente americano Trump potrebbe essere incriminato, lo ha rivelato lui stesso in un drammatico appello sui social, e potrebbe anche rischiare l'arresto.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 22, 2023 04:35 Europe/Rome
  • L'ultimo tentativo di democratici per affondare la campagna di Trump

WASHINGTON - L’ex presidente americano Trump potrebbe essere incriminato, lo ha rivelato lui stesso in un drammatico appello sui social, e potrebbe anche rischiare l'arresto.

Potrebbe diventare questa settimana il primo ex inquilino della Casa Bianca a essere incriminato formalmente, se non addirittura a finire agli arresti. Il procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg, starebbe infatti per ufficializzare le accuse nell’ambito di un’indagine che sembrava a tutti gli effetti archiviata alcuni anni fa. I fatti non si riferiscono né all’assalto all’edificio del Congresso del gennaio 2021 né ai vari reati finanziari che Trump potrebbe avere commesso in veste di imprenditore, bensi' al cosiddetto caso di Stormy Daniels.

La vicenda giudiziaria ha implicazioni tutte politiche e non solo per il tentativo dello stesso Trump di sfruttare l’eventuale incriminazione per generare entusiasmo attorno alla sua campagna elettorale da poco lanciata. In sostanza, con la corsa alla Casa Bianca appena iniziata, un procuratore vicino al Partito Democratico sta cercando di rispolverare un episodio che sembrava dimenticato e oggettivamente trascurabile, producendo una tesi legale discutibile per imbrigliare l’ex presidente in un procedimento in grado quanto meno di indebolirlo nella competizione per la nomination repubblicana.

Il caso al centro delle indagini della procura di Manhattan si riferisce al pagamento di 130 mila dollari alla già citata attrice di film per adulti poco prima delle presidenziali del 2016, in modo da comprarne il silenzio ed evitare ripercussioni negative sulla campagna in corso. Stormy Daniels/Stephanie Clifford aveva già più volte provato a ricavare un qualche guadagno dal rapporto sessuale che i due avrebbero avuto nel 2006, ma senza successo. Quando però, a poche settimane dal voto, sulla stampa USA era circolato un video in cui Trump si auto-celebrava per i suoi successi con le donne ostentando metodi al limite delle molestie, l’attrice e i suoi avvocati avevano ritenuto fosse arrivato il momento opportuno per passare all’incasso.

Trump aveva così incaricato il suo legale, nonché uomo di fiducia, Michael Cohen, di versare di tasca propria il denaro richiesto a Stormy Daniels/Stephanie Clifford. In seguito, Cohen sarebbe stato rimborsato dall’organizzazione della campagna elettorale di Trump ascrivendo la somma a non meglio precisate “spese legali”. L’imbroglio aveva alla fine messo nei guai l’avvocato di Trump, il quale ha da parte sua patteggiato una condanna di tre anni per violazione della legge sul finanziamento elettorale. Lo stesso Michael Cohen è il testimone chiave del caso che coinvolge l’ex presidente presso la procura di Manhattan.

La fragilità dell’impianto accusatorio odierno nei confronti di Trump si deduce anche dal fatto che, anni fa, sia la Commissione Elettorale Federale sia un procuratore federale avevano concluso che non vi erano gli estremi per procedere contro l’ex presidente. Anche il tentativo di accusare Trump di avere falsificato documenti commerciali in base alla legge dello stato di New York non sembra percorribile, trattandosi di un reato minore (“misdemeanor”) e quindi ormai in prescrizione.

Secondo le notizie riportate dalla stampa americana, il procuratore Bragg starebbe cercando di aggirare quest’ultimo impedimento collegando la falsificazione di documenti a un reato più grave (“felony”), ovvero la violazione della legge elettorale federale. Nello stato di New York non sembrano esserci tuttavia precedenti di incriminazioni in base a una tesi di questo genere ed è perciò possibile che il giudice incaricato del caso decida di negare la richiesta della procura distrettuale. Altre strade per portare Trump in tribunale non si possono escludere, ma il rinvio della decisione da parte di Alvin Bragg, dopo che un annuncio ufficiale era atteso per martedì, sembra confermare le difficoltà nel mettere assieme un caso in maniera coerente contro Trump.

 

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