Campagna mediaca occidentale su conflitto in Ucraina
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KIEV – Altro che l’attesa controffensiva delle forze di Kiev, ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 28, 2023 03:06 Europe/Rome
  • Campagna mediaca occidentale su conflitto in Ucraina

KIEV – Altro che l’attesa controffensiva delle forze di Kiev, ...

malgrado le notizie die media mainstream tutto sembra aver radice sia nelle sconfitte che ha subito il regime Zelensky sia nella riduzione di sostegno occidentale a Kiev. La pubblicazione quasi certamente coordinata nei giorni scorsi di due articoli, rispettivamente sul New York Times e sulla testata on-line Politico, lascia intendere che a Washington ci si stia in qualche modo preparando all’inevitabile sconfitta ucraina. Come questo scenario sarà presentato alla comunità internazionale e in che modo verrà gestita la prossima fase del conflitto Russia-NATO resta però ancora tutto da verificare.
Il secondo articolo citato è quello con i toni più pessimistici e arriva a ipotizzare il lancio di negoziati di pace in un futuro ravvicinato. Già il titolo anticipa l’attitudine dell’amministrazione Biden, la quale sembra temere “le conseguenze di una fallimentare controffensiva ucraina”.

Più esplicito nel delineare le condizioni almeno per un cessate il fuoco è ancora l’articolo di Politico. Dopo avere ribadito l’assurda tesi che a decidere il futuro delle operazioni militari sarà comunque Zelensky, gli autori del pezzo spiegano come il governo USA abbia impartito a Kiev una lezione di realismo. A un certo punto, ad esempio, il ritmo degli aiuti dall’America “rallenterà”, soprattutto alla luce del ritorno, a partire dallo scorso mese di gennaio, della Camera dei Rappresentanti del Congresso sotto il controllo del Partito Repubblicano.
Il presidente dell’influente Council on Foreign Relations, Richard Haass, interviene a sua volta per avvertire che, “se l’Ucraina non sarà in grado di recuperare terreno in maniera significativa”, ci si chiederà inevitabilmente se “sia arrivata l’ora di negoziare un cessate il fuoco”. Proseguire di questo passo, afferma ancora Haass, sarebbe “troppo oneroso” e gli USA e la NATO “sono a corto di munizioni” e, soprattutto, ci sono altre priorità a cui Washington deve dedicarsi, ovvero il confronto con la Cina.I due articoli di New York Times e Politico seguono di poco il caso dei documenti riservati del Pentagono che nelle ultime settimane sono circolati anche sui media ufficiali, veicolando al pubblico, tra le altre cose, le stime tutt’altro che ottimistiche delle condizioni delle forze armate ucraine elaborate dai vertici militari e dell’intelligence USA. Complessivamente, è possibile ricavare un’idea piuttosto chiara del pessimismo che circola a Washington dietro i proclami relativi all’appoggio da assicurare al regime di Zelensky “fino a quando sarà necessario”.
L’analisi di Politico prosegue poi nello smontare la strategia ucraina, rivelando come l’amministrazione Biden sia “scettica” sulle possibilità che Kiev riesca a “tagliare il collegamento di terra tra la Russia e la penisola di Crimea”. Ancora, l’intelligence USA ritiene che il regime di Zelensky – “semplicemente” – non abbia le capacità di scardinare le forze russe dove queste ultime hanno consolidato le loro posizioni.
Queste previsioni pessimistiche si accompagnano a una valutazione delle perdite ucraine che, anche se per difetto, si avvicina insolitamente alla realtà e disegna un quadro ancora più cupo in vista della controffensiva. Nella versione iniziale dell’articolo di Politico veniva indicato un numero di “circa 100 mila morti” dall’inizio della guerra. Poco dopo è stata apportata una correzione al testo per includere in questa cifra anche i feriti, ma la situazione complessiva non appare comunque migliore se si considera che gli uomini con maggiore esperienza sono in gran parte fuori dai giochi e il consumo di armi e munizioni ha raggiunto un ritmo impossibile da sostenere per l’Occidente.

 

 

 

 

 

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