Scandalo Partygate, nuova condanna a Johnson per aver mentito al parlamento
LONDRA - Il rapporto dell'inchiesta sul Partygate condotta da una commissione bipartisan del parlamento inglese, ha condannato l'ex premier conservatore.
Via libera senza sorprese della Camera dei Comuni d'Inghilterra al durissimo rapporto di condanna redatto dalla commissione bipartisan di Westminster chiamata a indagare sull'accusa a Boris Johnson, ex primo ministro e ora anche ex deputato, di aver “fuorviato il Parlamento” da primo ministro in relazione al Partygate: ossia ai ritrovi organizzati a Downing Street in sospetta violazione delle restrizioni anti-Covid allora in vigore. Il rapporto del Privileges Committee è passato in un'aula semivuota con il sostegno di tutti i partiti di opposizione e di parte del gruppo Tory.
Johnson, è scritto nel rapporto, ha mentito “deliberatamente e ripetutamente” all'aula. Vi si propone una sospensione di 90 giorni dell'ex premier dai lavori parlamentari, misura però destinata a restare sulla carta, in quanto Johnson si è già dimesso da deputato, in anticipo e per protesta (per sfuggire a un giudizio pubblico). Ma nel rapporto si è proposto anche di negargli per il futuro, a titolo punitivo, l'accesso a Westminster e il lasciapassare che di norma si concede a ciascun parlamentare; quest'ultima sanzione è del tutto inedita per un ex capo dell'esecutivo di Sua Maestà.
Alla seduta di oggi erano assenti l'attuale premier Rishi Sunak e molti esponenti di maggioranza.
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