Ucraina, l'Occidente stanco verso l'indifferenza
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WASHINGTON - C'e' chi che dice che il tempo di ’aiuteremo l’Ucraina fino a quando sarà necessario' e' ormai finito e comincia a crescere anche nelle cancellerie fino a ieri
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Ott 06, 2023 15:56 Europe/Rome
  • Ucraina, l'Occidente stanco verso l'indifferenza

WASHINGTON - C'e' chi che dice che il tempo di ’aiuteremo l’Ucraina fino a quando sarà necessario' e' ormai finito e comincia a crescere anche nelle cancellerie fino a ieri

belliciste la tentazione al disimpegno, al distinguo: «con Kyiv ma…», e nascono alleanze di fatto che al momento è ancora meglio occultare, far finta che non esistano. Il neo premier slovacco non toglie solo armi ma sostegno, e allarga la critica interna europea di Orban e ora, quella più minacciosa della Polonia. I polacchi che fino a ieri sembravano quasi disposti a entrare in guerra direttamente contro la Russia e che ora, per ritorsione sul grano e altre dolorose memorie storiche, di armi non ne danno più. E gli americani? Senza il portafoglio e gli arsenali di Washington l’Ucraina è condannata, con Biden ‘anatra zoppa’ con un anno di anticipo.

Lunedì i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono incontrati per la prima volta in una riunione ufficiale fuori dai confini dell’Unione stessa. Molta apparenza per poca sostanza. Riunione  simbolo e semi segreta, a creare aura di semi eroismo in zona di guerra. C’erano 23 ministri degli Esteri e 4 rappresentanti di altrettanti paesi. Non c’erano i ministri di Polonia e Ungheria, e non a caso. Il resto è stata liturgia in latino. Gli aiuti da dare ma che non arrivano, la pace da favorire, ma solo quella di Volodymyr Zelensky, che non prevede cessioni di territorio alla Russia. Le riforme necessarie ma impossibili per permettere l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Riunione che si svela pezza nel momento in cui il buco dell’appoggio europeo per l’Ucraina non si può più nascondere.

«Zelensky, fino a ieri eroe del nostro tempo, comincia ad accorgersi di stare diventando molesto», scrive senza ipocrisie Quirico su La Stampa. «E gli ucraini sono costretti a constatare di essere nel mezzo di una lotta fra tre giganti che non si curano affatto di loro e li usano come proiettili per spararsi addosso, Russia America e Cina. Amara realtà finora nascosta sotto chilometri di retorica e di propaganda». Poi, a Paese semidistrutto e guerra impossibile da vincere, gli ucraini si scoprono pedine, usate senza rimorsi per questioni di supremazia planetaria. In questa lotta, Zelensky, amato fino a quando ha incarnato il ruolo della vittima, ha recentemente ‘cambiato copione’, insiste  Quirico. «Uno Zelensky cesareo, marciante, implacabile, affondatore, stritolatore di russi, uno Zeus castigamatti con i suoi sciami di fulmini-droni. Non chiede più pietà e soccorsi per il suo popolo strangolato, ma esige solo un tributo di soldi e di armi per completare un ‘veni vidi vici’ sarmatico. Impugnando il giuramento ricatto: con Putin mai nessuna trattativa e nessuna pace. Insomma, la guerra perpetua».

Ma dopo un anno e mezzo di guerra feroce, il fronte è immobile, con avanzate millimetriche costate perdite ingiustificabili, e l’inverno è alle porte. Mentre l’Ucraina, oltre all’eroismo di molti, deve inevitabilmente fare i conti con decine di migliaia di renitenti alla leva rifugiati nei Paesi vicini, e di ‘loschi individui’ che nella amministrazione e nei vertici politici hanno trasformato la diserzione in un loro affare. Con l’Europa impantanata assieme a loro. L’Europa che non ha saputo costruire, in quasi due anni, neppure una piccola tregua, totalmente sulla scia della Nato americana. Ma torniamo con gli euro ministro a Kiev. «L’errore di Zelensky può costargli caro. Si rincorrono voci che gli americani intendano cambiare cavallo a Kyiv, puntare su un altro oligarca obbediente che non sia vincolato da promesse di vittoria totale che non può mantenere e che costa troppo alimentate per chissà quanto tempo». Voci, precisa La Stampa, solitamente bene informata, ma ‘voci’ a cui prestare attenzione.

 

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