Gravi conseguenze economiche della guerra con l’Iran sui mercati globali
Pars Today – A soli quattro giorni dall’inizio della guerra degli Stati Uniti e del regime sionista contro Iran, emergono gradualmente le ripercussioni negative dell’escalation di tensione sia nella regione dell’Asia Occidentale che a livello globale.
Secondo Pars Today, citando Tasnim, oltre al forte aumento dei prezzi dell’energia dovuto all’insicurezza nell’accesso alle risorse, emergono notizie di modifiche contrattuali, sospensioni nella produzione di petrolio e gas e vulnerabilità nelle catene del valore sui mercati mondiali.
In concomitanza con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e le risposte militari iraniane ai Paesi ospitanti basi americane nel Golfo Persico, l’Iraq ha annunciato la sospensione della produzione di petrolio dal giacimento di Rumaila, il più grande del sud del Paese, a causa dell’aumento delle tensioni nel Golfo Persico e della chiusura del traffico nello Stretto di Hormuz.
Inoltre, Reuters ha riportato, citando commercianti del settore petrolifero, che i costi di trasporto del petrolio dal porto saudita di Yanbu sono aumentati di oltre il 100%, raggiungendo a 28 milioni di dollari per ogni petroliera.
Un funzionario dei porti iracheni ha dichiarato ad Al Jazeera che i costi delle linee di trasporto marittimo verso l’Iraq sono aumentati di circa il 60% a causa del rialzo dei premi assicurativi.
Anche la Giordania ha sospeso l’esportazione di gas dalla Palestina occupata a causa degli attacchi iraniani contro le piattaforme di gas di Haifa, interrompendo l’invio di gas verso la Siria.
Nel frattempo, Ryan Patterson, esperto di economia internazionale e catene del valore, ha affermato che la guerra nell’Asia Occidentale ha ridotto del 18% la capacità di trasporto globale durante lo scorso fine settimana.