Media asiatici: «L’aggressione Americana e Israeliana minaccia la stabilità dell’intera regione»
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Wang Yi, Ministro degli Esteri della Cina
Pars Today - Negli ultimi giorni media e analisti asiatici hanno ampiamente pubblicato reazioni e dichiarazioni sull’aggressione militare americana e israeliana contro l’Iran, descrivendo le ricadute politiche, umanitarie ed economiche di questa crisi.
Negli ultimi giorni media e analisti asiatici hanno ampiamente pubblicato reazioni e dichiarazioni sull’aggressione militare americana e israeliana contro l’Iran, descrivendo le ricadute politiche, di sicurezza ed economiche di questa crisi. Fin dall’inizio dell’aggressione, infatti, i media asiatici si sono dimostrati attivi nel coprire gli sviluppi della guerra, attenzionando in particolare le conseguenze umanitarie ed economiche.
Cina: Stop all’aggressione militare contro l’Iran
Wang Yi, Ministro degli Esteri cinese, nei dialoghi diplomatici coi responsabili dei Paesi della regione e nelle dichiarazioni diffuse dai media ufficiali cinesi, ha insistito sulla necessità di fermare immediatamente l’aggressione militare di America e Israele contro l’Iran, affermando che la prosecuzione della guerra e l’escalation non solo non servono a nulla, ma «producono conseguenze pericolose per la sicurezza e la stabilità della regione». Il ministro ha sottolineato inoltre che Pechino chiede un cessate il fuoco immediato e il ritorno ai negoziati politici, e aggiunge che «il proseguimento degli attacchi militari non porta alcun vantaggio e può allargare la crisi in Asia occidentale».
Anche i media giapponesi, come Japan Times e Mainichi, hanno analizzato gli effetti della guerra sul mercato globale dell’energia, l’aumento del prezzo del petrolio e l’insicurezza nello Stretto di Hormuz, insistendo sulla necessità di risolvere la crisi attraverso il dialogo diplomatico.
Reazioni e analisi in Asia meridionale, Asia centrale, Caucaso e Oceania
Nell’Asia meridionale, soprattutto in India, i media riferiscono che il Paese affronta pressioni interne affinché adotti una posizione chiara sulla guerra. Gli analisti indiani mettono in risalto nei loro servizi la questione della sicurezza energetica, la dipendenza dal petrolio del Golfo Persico e gli effetti economici della crisi sull’economia del Paese, ribadendo la necessità della diplomazia per evitare un aggravamento delle tensioni.
Anche i media del Kazakistan e della Repubblica dell’Azerbaigian, evidenziando le conseguenze regionali e umanitarie della guerra, mettono in guardia dall’aumento delle tensioni in Asia occidentale e chiedono una soluzione della crisi attraverso negoziati e diplomazia, richiamando inoltre le preoccupazioni per i mercati energetici e per la stabilità politica della regione.
Non mancano i media australiani, che avvertono nei loro servizi che il proseguimento dell’aggressione militare di America e Israele contro l’Iran può avere pesanti conseguenze economiche e umanitarie per i Paesi dell’Oceania e oltre.
Nel complesso, l’analisi dei media regionali mostra che le conseguenze politiche, umanitarie ed economiche dell’aggressione militare contro l’Iran restano al centro dell’attenzione della stampa asiatica e oceanica. I media, mettendo in evidenza le preoccupazioni per l’allargamento della guerra, l’aumento dei costi dell’energia e l’instabilità regionale e umanitaria provocata dagli scontri, convergono quasi tutti su un punto: la soluzione militare non creerà una pace duratura, mentre diplomazia, dialogo e stop alle operazioni militari sono la condizione necessaria per uscire dalla crisi attuale.