Come funzionerà la super Borsa cinese (seconda parte)
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Non a caso i primi commenti degli analisti sono stati più che positivi basta vedere le analisi raccolte da Reuters nei giorni scorsi.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 21, 2016 02:53 Europe/Rome
  • Come funzionerà la super Borsa cinese (seconda parte)

Non a caso i primi commenti degli analisti sono stati più che positivi basta vedere le analisi raccolte da Reuters nei giorni scorsi.

 “Shenzhen Connect dovrebbe avvicinare la Cina all’obiettivo di entrare a far pare dell’indice Msci: a nostro parere l’annuncio del governo di Pechino avrà importanza rilevante sui mercati” ha spiegato Douglas Morton, responsabile per la ricerca sui mercati asiatici a Northern Trust Capital Markets.”Gli investitori esteri sono ancora in fase attendista rispetto ai listini della Cina continentale, devono recuperare fiducia, ma certamente questa mossa aiuta la Cina ad essere sempre più vicina ai mercati finanziari tradizionali” ha fatto eco LiaoQun, economista capo a CiticBank International.

In pratica l’unione fra Shenzhen e Hong Kong consentirà agli investitori internazionali di scommettere sui titoli quotati nella città del sud della Cina, con una capitalizzazione di 7400 miliardi di dollari, Shanghai e Shenzhen rappresenterebbero così la seconda piazza finanziaria al mondo, alle spalle di Wall Street (i titoli dell’S&P 500 hanno infatti una capitalizzazione di 19700 miliardi di dollari) e davanti a Tokyo (5.000 miliardi di dollari). Altro primato non indifferente per il presidente cinese Li che ha sempre voluto che l’ex Celeste Impero rappresentasse in questo secolo ciò che è stato il Giappone negli anni Novanta.

Politicamente questo è certamente il passo più importante che ha fatto il governo cinese nelle sua mania di protagonismo, basta vedere a cosa ha fatto anche in casa nostra sul fronte del mercato calcistico con l’acquisizione del Milan e dell’Inter. Con un’economia reale che continua a crescere (+6,5% secondo le stime del FMI per il 2016) ma non più ai livelli a doppia cifra dei primi anni Duemila, la maggiore trasparenza finanziaria che arriverà dalla fusione delle due borse permetterà all’Impero di mezzo di continuare il suo avvicinamento verso lo status di economia di mercato, la grande ambizione a cui punta il presidente Li che, nonostante le ritrosie americane e le diffidenze europee, è sempre più ad un passo. Tutto si deciderà a dicembre quando da una parte scadranno i 15 anni di adesione della Cina al Wto e allo stesso tempo verrà inaugurato ufficialmente il matrimonio tra Hong Kong e Shenzhen, la super borsa che già spaventa i mercati proprio per la sua capacità di attrarre investimenti esteri. Non a caso i due avvenimenti avvengono a stretto giro. Unione Europea e Stati Uniti sono avvisati. La Cina è sempre più un player mondiale che di comunista ha molto poco ma di mercato ne capisce. Eccome.

Fonte:formiche.net