L'asse Turchia, Iran, Russia e Usa per risolvere la crisi siriana
ANKARA (Pars Today Italian) - Ankara tenta di conquistare un ruolo centrale nella soluzione della crisi siriana dopo aver per anni tollerato e facilitato il passaggio di migliaia di terroristi anti-Assad dalla sua frontiera.
Il premier Binali Yildirim ha esortato gli Stati Uniti e soprattutto Russia e Iran di “aprire una nuova pagina”. Per il premier turco, pero’ la priorita’ resta che gli eventi non portino alla creazione di un’entita’ curda nel nord della Siria: sarebbe “inaccettabile”. “E’ vitale che senza perdere altro temo sia aperta una nuova pagina in Siria basata su un modello che coinvolga particolarmente Turchia, Iran, Russia, Stati Uniti, alcuni Stati del Golfo Persico e l’Arabia Saudita”, ha dichiarato Yildirim auspicando la formazione di un fronte unico ed unito per riportare la stabilita’ in Siria dopo oltre 5 anni di guerra. Al momento agiscono in Siria due grandi colazione: una – da settembre 2014 – una guidata dagli Usa e da oltre 60 Paesi, inclusi molte petromonarchie sunnite del Golfo Persico; l’altra formata da Russia (intervenuta il 30 settembre scorso) e Iran che affiancano, insieme ai combattenti libanesi di Hebzollah, le forze dell’alauita di Bashar Assad. Il premier ha ribadito che la posizione turca e’ “estremamente chiara: non permettere che la Siria sia divisa, mantenere la sua integrita’ territoriale e non consentire alcuna trasformazione (territoriale) che possa avvantaggiare qualsiasi gruppo”. Yildirim e’ poi tornato a ribadire che “l’integrita’ territoriale siriana deve essere protetta con un governo inclusivo in cui tutte le formazioni siano rappresentate in modo che vengano meno tutte le ostilita’.