Scontri in Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian
MOSCA - Escalation militare nel Nagorno Karabakh. Violenti scontri fra le forze azere e quelle armene sono in corso lungo la linea di contatto che divide le parti coinvolte nel conflitto congelato dal 1994, ma di fatto riacceso, anche se a bassa intensità, negli ultimi anni.
Il presidente russo Vladimir Putin sollecita le parti a porre "immediatamente" fine ai combattimenti, ha reso noto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Mentre il ministero degli Esteri precisa che Mosca ha avviato consultazioni con i partner del gruppo di Minsk dell'Osce. Il ministero degli Esteri a Mosca rende anche noto di aver aperto un canale di comunicazione continuo con i ministri dei due Paesi coinvolti nel conflitto mentre il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha parlato al telefono con le controparti di Azerbaigian e Armenia per discutere con loro dell'adozione di "misure urgenti" per stabilizzare la situazione. Erevan rivendica che un elicottero o un drone azero è stato abbattuto vicino alla linea di contatto che divide le parti, la distruzione di un carro armato e che incursori azeri arrivati nella regione sono stati neutralizzati, accusando l'Azerbaigian di aver dato inizio alla pesante offensiva. Baku, a sua volta, accusa le forze militari armene di aver iniziato a colpire le postazioni azere lungo il confine di fatto e gli insediamenti in cui vivono gli abitanti del Nagorno Karabakh. Il ministero della Difesa armeno ha precisato che gli scontri continuano e denuncia perdite su entrambi i fronti. Un bambino sarebbe stato ucciso e altri due feriti dai razzi grad lanciati dal confine azero, denuncia Stepanakert ,la 'capitale' della autoproclamata repubblica del Nagorno Karabakh sostenuta, ma non riconosciuta formalmente, dall'Armenia. Erevan denuncia che l'escalation militare in corso è la più grave dalla tregua che nel 1994 ha congelato il conflitto e sollecitato Stati Uniti, Russia e Francia, i tre Paesi che presiedono il gruppo di Minsk dell'Osce, a intervenire con urgenza.