Cina blocca vendita all'estero di tesori artistici millenari
PECHINO (Pars Today Italian) - La Cina e' riuscita per la prima volta a bloccare una vendita di opere d'arte classiche cinesi da parte di una casa d'aste straniera.
Lo spiega il Quotidiano del Popolo, precisando che si tratta di pitture murali provenienti dal famoso sito buddista di Dunhuang a risalenti alla Dinastia Tang (618-907).
L'Amministrazione per il patrimonio culturale ha chiesto alla casa d'aste giapponese Yokohama International Auction di bloccare la vendita di queste pitture murali e di manoscritti, sostenendo che si tratterebbe di opere saccheggiate dall'archeologo nipponico Otani Kozui nel primo decennio del secolo scorso.
Otani Kozui è stato un archeologo e abate di un importante tempio buddista di Kyoto, il Nishi Honganji, che nel primo decennio del 1900 svolse una serie di spedizioni esplorative in Asia centrale alla ricerca dell'arte buddista. Dal momento che questi viaggi avevano luogo mentre le grandi potenze si contendevano la regione in quello che è stato definito il Grande Gioco, su di lui - che era anche membro della Royal Geographical Society britannica - pendeva il sospetto di essere una spia.
Su richiesta dell'amministrazione, che chiedeva il "rispetto dei trattati internazionale e dei sentimenti del popolo cinese", la casa d'aste ha fermato la vendita fino a che non sarà conclusa un'inchiesta sulla provenienza. I beni sono stati consegnati al proprietario.