Brexit, come fa Parigi a sottrarre affari a Londra (1a parte)
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Chi sono e che cosa faranno i politici e gli imprenditori riuniti da Parigi col compito specifico di approfittare della scissione britannica e portare in Francia imprese e lavoro, mentre l'Alta Corte britannica ha sentenziato che Londra per uscire dall'Unione europea deve avere prima l'ok del Parlamento
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 06, 2016 03:49 Europe/Rome
  • Brexit, come fa Parigi a sottrarre affari a Londra (1a parte)

Chi sono e che cosa faranno i politici e gli imprenditori riuniti da Parigi col compito specifico di approfittare della scissione britannica e portare in Francia imprese e lavoro, mentre l'Alta Corte britannica ha sentenziato che Londra per uscire dall'Unione europea deve avere prima l'ok del Parlamento

L’operazione Brexit entra nel vivo. No, non in Gran Bretagna, o meglio non solo a Londra, ma anche in Francia, dove il governo ha messo insieme una sorta di “team Brexit” di politici e imprenditori per attrarre (o sottrarre) affari allo storico rivale che ha scelto di uscire dall’Unione europea. E questo mentre a Londra oggi l’Alta Corte britannica ha sentenziato: è necessaria l’approvazione del Parlamento perché il Regno Unito inizi il processo di uscita dall’Unione Europea. Che significa? Significa che il governo non potrà attivare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che sancisce l’avvio dei negoziati per l’uscita, senza avere l’ok di Westminster. Ma se a Londra si dibatte di questioni giuridiche, a Parigi si pensa agli affari.

UOMINI E MIRE

La squadra di top manager e leader politici nominata da Parigi per guidare le sue strategie di attrazione di investimenti e business è guidata da Ross McInnes, un franco-australiano che ha studiato a Oxford ed è presidente della Safran e “rappresentante speciale” per le relazioni economiche Francia-Australia: il suo ruolo sarà quello di “ambasciatore” delle politiche dell’Eliseo per corteggiare aziende finora situate a Londra, come hanno riportato Le Monde e il Financial Times.

LA SUPER-SQUADRA DI PARIGI

Un ruolo chiave nel team (o dovremmo dire équipe) sarà svolto anche da Valérie Pécresse, la politica del centro-destra (Les Républicains) che è presidente della Regione Île-de-France, e da Anne Hidalgo, sindaco di Parigi del Parti socialiste.

Del gruppo fanno parte anche Christian Noyer, ex governatore della banca centrale francese, e Gerald Mestrallet, presidente della utility Engie e di Paris Europlace, una lobby che promuove Parigi come centro finanziario.

GLI OBIETTIVI

La squadra francese del Brexit dovrà come prima cosa cercare di attrarre le società finanziarie che, con tutta probabilità, saranno le prime a soffrire della decisione del Regno Unito di lasciare l’Ue se perderanno i loro diritti di “passporting”, che consentono di operare in tutta l’Unione. Alcune banche, tra cui HSBC, hanno già indicato che potrebbero spostare gli uffici a Parigi.

Il team si rivolgerà anche alle aziende di altri settori: industria, estrazione mineraria, energia, servizi e qualunque impresa che abbia scelto il Regno Unito come sede europea per la sua appartenza all’Ue.

Fonte: formiche.net