Trump: non credo alle ingerenza russe, è ridicolo
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NEW YORK (Pars Today Italian) - Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump "non crede" all'ipotesi avanzata dalla Cia, secondo cui gli attacchi hacker e l'ingerenza della Russia nella campagna elettorale statunitense avessero l'obiettivo di farlo eleggere.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 11, 2016 16:32 Europe/Rome
  • Trump: non credo alle ingerenza russe, è ridicolo

NEW YORK (Pars Today Italian) - Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump "non crede" all'ipotesi avanzata dalla Cia, secondo cui gli attacchi hacker e l'ingerenza della Russia nella campagna elettorale statunitense avessero l'obiettivo di farlo eleggere.

Trump ha definito le conclusioni dell'agenzia "ridicole", nel corso di un'intervista a Fox News. "Non sanno se sia stata la Russia o la Cina o qualcun'altro - ha dichiarato - Potrebbe essere stato qualcuno da qualche parte mentre si trovava nel suo letto. Non ne hanno idea". "E' soltanto un'altra scusa" dei Democratici per la sconfitta, ha aggiunto. Per Trump c'è una "grande confusione" nelle agenzie di intelligence che sono in lotta tra loro. "Nessuno lo sa veramente. L'hackeraggio è molto interessante. Quando c'è un'azione degli hacker, se non li prendi in flagrante non li prenderai mai". Il presidente eletto, inoltre, ha spiegato che intende mettere sue persone di fiducia a capo delle principali agenzie di intelligence quando entrerà in carica: "Avremo persone diverse che arriveranno, perché abbiamo i nostri e loro hanno i loro. Io ho grande rispetto per loro". Ma la controversia sulle conclusioni della Cia e le posizion di Trump ha dominato il dibattito politico su come rispondere agli attacchi cibernetici. Due importanti senatori repubblicani, John McCain e Lindsey Graham, si sono uniti al fronte Democratico per chiedere che vengano resi pubblici i dati relativi ai "recenti cyber attacchi che hanno colpito al cuore la nostra società libera. Non può diventare un argomento di parte. Il rischio è troppo alto per il nostro Paese", hanno scritto in un comunicato congiunto con Chuck Schumer, il futuro leader democratico in Senato e Jack Reed, importante esponente democratico nella commissione Servizi armati del Senato. "Queste persone sono le stesse che dicevano che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa", ha reso noto il transition team di Trump come risposta alle critiche bipartisan. L'intelligence Usa aveva collegato in precedenza la Russia alle rivelazioni delle mail della candidata democratica Hillary. Venerdì il Washington Post ha scritto che la Cia ha concluso che l'obiettivo delle cyber intrusioni era di aiutare Trump a vincere le elezioni presidenziali. Il New York times ha citato anche una fonte dell'amministrazione secondo cui c'è "massima certezza" che i russi avessero hackerato sia le commissioni nazionali Repubblicane che Democratiche, ma che poi soltanto i documenti che danneggiavano Clinton sarebbero stati passati a WikiLeaks. Ipotesi, quest'ultima, negata dal fondatore del sito di rivelazioni Julian Assange. (fonte Afp)