Usa-Russia, sui media russi la fine dell'idillio con Trump
https://parstoday.ir/it/news/world-i78978-usa_russia_sui_media_russi_la_fine_dell'idillio_con_trump
MOSCA (Pars Today Italian) - Il portavoce del Cremlino è stato costretto oggi a smentire che ai media statali russi sia stato "raccomandato" di parlare meno di Donald Trump e che a Mosca vi sia delusione per la correzione di tiro americana sulla Russia.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 17, 2017 16:15 Europe/Rome
  • Usa-Russia, sui media russi la fine dell'idillio con Trump

MOSCA (Pars Today Italian) - Il portavoce del Cremlino è stato costretto oggi a smentire che ai media statali russi sia stato "raccomandato" di parlare meno di Donald Trump e che a Mosca vi sia delusione per la correzione di tiro americana sulla Russia.

Ma la stampa più o meno vicina ai vertici russi converge verso la stessa lettura: il rapporto tra con gli Usa del presidente-magnate saranno probabilmente meno facili e certo meno idilliaci di quanto sino ad ora ipotizzato. "Trump ha suonato alla Russia il Canto dei Cigni", sintetizza un po' per tutti il titolo di un lungo e sconfortato articolo della Komsomolskaya Pravda. A spegnere, almeno per ora, gli entusiasmi per l'arrivo di The Donald alla Casa Bianca è stato il netto riposizionamento della nuova amministrazione americana riguardo la Russia, sulla scia dello scandalo che ha costretto alle dimissioni il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Micheal Flynn, impallinato dal fatto che avesse mentito sui suoi contatti con l'ambasciatore russo negli Usa Kisliak. Tra sospetti di un coinvolgimento non limitato a Flynn e le notizie dell'entrata in fase operativa di un nuovo missile russo (SSC-8) in violazione dei trattati sulle testate balistiche, la marcia indietro americana ha preso velocità giorno dopo giorno. Sino alla dichiarazione di Trump sulla Crimea - "mi aspetto che il governo russo la restituisca all'Ucraina" - che per Mosca deve essere stata una vera doccia fredda. Sia perché Putin l'ha messo in chiaro più volte, infatti: "la Crimea è una questione chiusa". Sia perché se c'è un dossier su cui il Cremlino nutriva speranze da parte americana, questo è proprio l'Ucraina, compresa l'annessione della penisola sul Mar Nero. E invece ci ha messo del suo anche "l'amico" Rex Tillerson. Arrivato in Europa per partecipare al G20 di Bonn, il segretario di Stato ha infatti completato il quadro, sostenendo che la Russia deve rispettare gli accordi di Minsk prima che si parli di revoca delle sanzioni. L'ex capo di ExxonMobil è noto per conoscere e avere un buon rapporto diretto con Putin e proprio per questo si ritrova nel mirino di pressioni e sospetti sia negli Usa che nelle capitali europee. Tillerson, comunque, incontrando il collega Sergey Lavrov, sempre a Bonn, ha concordato sulla necessità di "lavorare assieme alla Russia".