Studiare gli anelli degli alberi aiuti a predire eruzioni
ROMA (Pars Today Italian) - Una nuova ricerca, condotta sulla vegetazione dell’Etna, suggerisce che studiare gli anelli degli alberi aiuti a predire i fenomeni eruttivi. Perché?
Un modo alternativo di prevedere le future eruzioni vulcaniche? Osservare gli alberi. O, meglio, analizzare la composizione degli anelli che si formano all’interno dei tronchi e che contengono informazioni preziose sulle condizioni dell’ambiente circostante. Non ultime quelle relative ai cambiamenti che si verificano prima di una eruzione. È ciò che suggerisce una ricerca condotta sull’Etna dallo Swiss Federal Institute for Forest, Snow and Landscape Research WSL e il politecnico federale di Zurigo (ETHZ). Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.
La scienza che studia le correlazioni tra gli anelli degli alberi e i fattori climatici si chiama dendrocronologia. Ed è grazie a questa che oggi siamo in grado di sapere, tra le altre cose, quali temperature atmosferiche c’erano mille anni fa. “Ogni anello viene formato annualmente”, spiega a Galileo Paolo Cherubini, dendrocronologo dello Swiss Federal Institute for Forest, Snow and Landscape Research e uno degli autori del report. “In genere, la formazione inizia in primavera e prosegue fino all’estate, dopo di che l’albero va in riposo vegetativo”.
Questi anelli così prodotti variano per ampiezza, densità del legno, composizione chimica e altre caratteristiche fisico-chimiche. Una serie di connotati che dipendono fortemente dalle condizioni ambientali in cui l’albero è cresciuto. “Prima della messa in moto di un vulcano – prosegue Cherubini – si verificano una serie di emissioni pre-eruttive, che cambiano le condizioni ambientali, e di cui possiamo trovare traccia negli alberi. Tramite lo studio degli anelli, siamo così riusciti a ricostruire le condizioni pre-eruzione sull’Etna e capire se c’erano delle differenze rispetto a due/tre anni prima”.
https://www.galileonet.it/2017/03/vulcani-alberi-predire-eruzioni/