Hacker e il furto di Tecnologia, la crisi dell'industria cinese
PECHINO (Pars Today Italian) - Il Partito Comunista Cinese ha una nuova strategia per la guerra economica, anche se, nella storia della competizione industriale, nuova proprio non è.
Secondo una fonte ai massimi livelli del Pcc informata sul settore commerciale, questo nuovo programma di guerra economica è stato lanciato tra metà del 2015 e gli inizi del 2016 per rimpiazzare il precedente modello, basato sugli attacchi hacker volti al furto di informazioni economicamente utili.
Il 25 settembre 2015, l’allora presidente americano Barack Obama, si è incontrato con il leader del Pcc Xi Jinping alla Casa Bianca: in tale occasione, hanno annunciato un accordo bilaterale secondo cui entrambi i Paesi si sarebbero astenuti dall'utilizzo di attacchi hacker per il furto della proprietà intellettuale, dei segreti commerciali o di altre informazioni confidenziali, utili a ottenere vantaggi commerciali.
Sullo sfondo di questo incontro vi era un contesto di costanti furti di informazioni economiche subiti dagli Usa da parte degli attacchi hacker cinesi; Obama aveva quindi cominciato a minacciare sanzioni contro le compagnie cinesi che si avvantaggiavano degli attacchi, e con questo accordo queste sanzioni sono state evitate.
l Pcc ha ridotto il numero di attacchi hacker contro gli Stati Uniti, sebbene alcune delle sue unità di pirati informatici rimangano attive: la compagnia di sicurezza informatica FireEye ha riferito a giugno 2016 che dalla metà del 2014 si riscontra «un notevole declino delle attività di intrusione, da parte di gruppi con sede in Cina, contro soggetti appartenenti agli Stati Uniti e ad altri 25 Paesi».
La reazione degli Usa agli attacchi, continua la relazione, potrebbe aver portato Pechino a riconsiderare le sue operazioni su larga scala».
Il nuovo programma di attacchi hacker statali del Pcc, invece, ha due obiettivi: espandere il mercato dei prodotti derivanti da fabbriche cinesi, e rubare direttamente la proprietà intellettuale dai concorrenti.