Brexit Gb, il primo passo
LONDRA (Pars Today Italian) - Il premier britannico Theresa May ha firmato la lettera con la quale Londra comunica all’Europa la sua uscita dall’Unione Europea.
Seppur con un discorso dai toni visibilmente propagandistici, la Premier britannica non ha voluto comunque disegnare un profilo isolazionista sul modello di Trump; anzi, ha ribadito che la Gran Bretagna vuole decidere in solitudine il suo destino proprio perché prefigura maggiore apertura al mondo e un ruolo più importante nel consesso internazionale quale condizione per una maggiore prosperità interna.
Difficile biasimare i passaggi nei quali la May critica l’eurocrazia e la bulimia legislativa europea, ma comunque, sebbene il discorso ha utilizzato richiami patriottici obiettivamente fuori luogo (Londra non era sotto occupazione europea) la Premier ha voluto in qualche misura attutire il livello dello scontro con Bruxelles che nei mesi passati aveva conosciuto momenti più aspri.
La retorica della May nasconde però il timore per le ripercussioni negative della scelta, dal momento che le trattative per stabilire termini e condizioni degli accordi commerciali che interverranno tra l’Unione Europea e la Gran Bretagna si annuncia lunga (almeno un paio d’anni, si presume) e niente affatto semplice, con un rischio di ricadute sulla stabilità economico-finanziaria inglese non trascurabili.
Non si tratta solo dell’abbandono di agenzie europee importanti, la principale quella sui farmaci (che il governo italiano vorrebbe portare a Milano), quanto piuttosto di poter continuare ad ospitare decine di sedi di multinazionali europee che godevano di priorità procedurali e quant’altro e che, ora, vedrebbero venir meno. E' uno degli interrogativi che si aprono circa l’impatto , al momento difficile da prevedere con precisione , che l’uscita dalla Ue avrà sulla City.
D’altra parte Bruxelles non ha intenzioni di fare sconti di fronte a quello che ritiene in fondo un tradimento e, comunque, non può e non dare l’impressione di essere disposta a cedere su scambi commerciali e accordi economici, giacché questo aprirebbe la strada ad un effetto emulativo che certo non si vuole innescare. Dal canto suo Londra non potrà certo contare sul sostegno statunitense nelle trattative con Bruxelles, visto che le relazioni tra USA e UE attraversano la fase peggiore della loro storia.
Segue
Fonte: http://www.altrenotizie.org/